CARCERE POGGIOREALE, UN ANNO DOPO LA RIVOLTA IL GARANTE DEI DETENUTI SCRIVE AL MINISTRO E AL DAP

Il Garante dei detenuti della Campania scrive al ministro della Giustizia Bonafede e al Capo del Dap Bernardo Petralia sulle condizioni del carcere di Poggioreale. “Esattamente un anno fa – scrive Samuele Ciambriello – nella giornata di oggi, si verificò una protesta con occupazione nel padiglione Salerno del carcere di Napoli-Poggioreale. Il pretesto iniziale fu la condizione sanitaria di un giovane detenuto ristretto al secondo piano ma le vere motivazioni della protesta erano le pessime condizioni igienico- sanitarie, il sovraffollamento, lo stato delle singole celle tutte senza docce, con intonaci consumati dall’umidità e dalla muffa e perdite d’acqua che rischiavano di entrare in contatto con fili elettrici scoperti”.

“Il giorno dopo la protesta – continua la lettera – venne a Poggioreale l’ex Capo DA.P. dott. Francesco Basentini per verificare di persona le effettive condizioni dei padiglioni ove si era sollevata la protesta. Durante la visita si rese conto delle pessime condizioni dei locali e interloquì con i detenuti del padiglione Salerno incontrandoli all’interno delle celle.Già in quell’occasione segnalai che da ben tré anni sono disponibili dodici milioni di euro presso il Provveditorato delle Opere pubbliche della Campania per lavori di ristrutturazione dei padiglioni Salerno, Livorno, Milano, Roma e Napoli”.

“Purtroppo in questi tre anni, sono stati fatti solamente s due sopralluoghi. Ancora oggi 16 giugno 2020, vi sono padiglioni con celle o stanze “di pernottamento” da 6 – 9 persone! Credo che, prima che sia troppo tardi, sia opportuno e giusto nominare un commissario ad acta per i lavori di ristrutturazione di questi padiglioni disumani e fatiscenti. Lo spazio fisico, vitale, aggregativo e ricreativo, unitamente alla mancanza di vuoti comunicativi e relazionali con le famiglie, sono già stati oggetto di sanzione da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, conclude Ciambriello.

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