PIAZZA BELLINI, I 3 AI DOMICILIARI TRA CORTEI E SCONTRO POLITICO SU DE MAGISTRIS

I tre giovani arrestati in piazza Bellini la sera del 14 giugno sono stati condotti ai domiciliari. Il 17 giugno è prevista l’udienza di convalida dell’arresto: il pm chiede che siano confermati i domiciliari. Ieri si è svolto un corteo dei centri sociali e del mondo antagonista per le strade del centro storico fino alla sede di via Medina della Questura per protestare contro la reclusione di Pietro, Diego e Fabiano.

Con i 3 giovani anche il movimento DemA del sindaco de Magistris che però continua a tacere sulla vicenda. DemA punto il dito contro il clima di “tensione”: “Apprendiamo con sollievo la notizia della scarcerazione delle tre persone arrestate la sera del 14 giugno a piazza Bellini. Quanto accaduto non nasce a caso. È il frutto di un clima di tensione generato in questi mesi dal richiamo a politiche securitarie, che criminalizzano la ripresa della vita della città e di cui sono vittime gli individui e le collettività, con le stesse Forze dell’Ordine che si trovano a dover gestire campi di azione diversi e imprevedibili”.

Il movimento demA  auspica che “si faccia quanto prima chiarezza sull’accaduto. Confida nell’equilibrio della magistratura e che questo clima, frutto di una politica del lanciafiamme, cessi quanto prima. Riteniamo sbagliate e pericolose le decisioni di restringere gli spazi di agibilità della nostra città, così come siamo preoccupati di un clima di contrapposizione tra cittadini e forze di polizia che invece insieme devono affrontare un periodo così difficile nel bene comune della nostra città”.

A DemA risponde il Movimento 5 Stelle che, insieme a diverse forze politiche, chiede a gran voce una dichiarazione del sindaco: “Ci saremmo aspettati che il Sindaco di Napoli, da ex magistrato e da uomo delle istituzioni, prendesse una posizione chiara e netta ed esprimesse solidarietà, da rappresentante delle istituzioni, alle Forze di Polizia. Invece è sparito dalle scene, lui che normalmente ha un rapporto bulimico con la comunicazione. Come rappresentanti delle istituzioni desideriamo farlo noi al posto suo e lo esortiamo ad esprimersi in tal senso e a stigmatizzare il comportamento di certa sua maggioranza”.

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