ELEZIONI, IN CAMPANIA NON CAMBIA MAI NIENTE: L’INVISIBILE VS LO SCERIFFO 10 ANNI DOPO

L’eterno ritorno del sempre uguale. Cinque anni dopo, anzi no. Dieci anni dopo. L’invisibile contro lo sceriffo. Caldoro vs De Luca: 2010, 2015, 2020. Questo il decennio dove una classe dirigente in Campania non è stata capace di sfornare leadership e, soprattutto, dove si farà una campagna elettorale sulle macerie sociali ed economiche.

Non è solo una questione di Covid-19 che ha aggravato le condizioni dei campani sotto il profilo del reddito e della sopravvivenza. Emerge un dato allarmante dove i laureati emigrano e qui una generazione continua a gestire la cosa pubblica, a destra e sinistra in un teatrino su cui incombe il controllo del territorio da parte delle mafie.

La sanità è sotto gli occhi di tutti. Dal commissariamento straordinario alla gestione in diretta facebook abbiamo denunce su quali sono le condizioni di lavoro del personale e il pericolo costante delle infiltrazioni camorriste come nel caso dell’Asl Napoli 1. Su sud reporter abbiamo sentito primari, medici di base, quelli impegnati nelle associazioni di categorie, attivisti per la salute: il quadro è sconfortante su liste di attesa e gestione amministrativa, con o senza emergenza, salvando solo la grande professionalità del personale campano che in alcuni casi è vera e propria eccellenza.

Il dramma lavoro con i suoi dati su disoccupazione, smantellamenti di distretti industriali, lavoro nero, morti bianche, sfruttamento in tutte le filiere dal commercio all’agricoltura.

La terra dei fuochi prima negata e poi ridicolizzata come esercizio di pochi attivisti e scienziati è una realtà disarmante: discariche, roghi, smaltimenti illeciti, fiumi e mari inquinati, rifiuti industriali senza controllo, le mani dei clan. E in Campania abbiamo 5mila morti l’anno di tumore.

L’elenco di cosa non è mai cambiati in decennio dal primo Caldoro vs De Luca è lunghissimo. Sullo sfondo si muovono alleanze e quelle sacche clientelari che si scoperchiano ad ogni inchiesta giudiziaria ma ormai a “babbo morto”. Resta la desolazione di una nuova sfida elettorale dai tassi di astensione prevedibilmente altissima. Chi può essere l’outsider che ferma questa giostra? Fuori dai giochi Luigi de Magistris e una sinistra ancora debole in termini di leadership resta Valeria Ciarambino: avrà la forza di competere il Movimento 5 Stelle al governo e con i sondaggi che lo inchiodano al 15-17%?

Vedremo cosa accadrà con la netta sensazione di vedere i titoli di coda di un film già visto. Come cantava Pino Daniele: E adesso vuoi una sedia/ Ma una sedia elettorale/E con i piedi gonfi come hai voglia di votare/E poi mi levi luce/Perché sai che son capace/E poi mi levi vino/Pecchè si’ nu figlio ‘e bu* 

Autore: Giuseppe Manzo

Journalist, press office, social media manager, blogger, author

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