IL COMUNE E LA DELIBERA SULLA DISCARICA A NAPOLI EST, M5S: “RITIRATELA”

In questi giorni nel dibattito cittadino è intervenuto l’argomento della delibera 195 del 18 giugno u.s., relativa all’ampliamento del Centro di Raccolta realizzato e da gestirsi dall’ASIA Napoli S.p.A. in Napoli nel sito ex ICM di via Nuova delle Brecce 175.

Ed bufera sul mancato rispetto della promessa del sindaco lo scorso ottobre quando disse che “mai più” il sito di via delle Brecce sarebbe tornato ad essere una discarica.

In realtà il progetto di una grande isola cittadina dove conferire materiali di ogni sorta circola da tempo, inquadrando in quella zona martoriata dall’inquinamento della Q8 e degli scarichi industriali con la metratura necessaria e la lontananza dai riflettori cittadini.

“Innanzitutto stiamo parlando di un Centro di raccolta, ovvero di un’area presidiata con sola attività di raccolta mediante raggruppamento per frazioni omogenee”, sottolineano dal Comune. Interviene il Movimento 5 Stelle: “qui ci preme fare la prima precisazione all’assessore Del Giudice, che parla di isola ecologica: all’isola ecologica conferiscono i cittadini, qui ci andrà Asia ovvero la società che svolge la raccolta dei rifiuti per conto del Comune, infatti nella delibera non viene mai citato il termine isola ecologica ma viene usato il termine di Centro di Raccolta. Forse l’assessore si è confuso”.

Ma cosa porteranno al Centro di raccolta? “Al punto 4.2 della relazione asseverata di tecnico abilitato – continua M5S – vengono elencati i codici CER dei materiali che potranno essere conferiti, e su quelle basi si è richiesta AIA (autorizzazione integrata ambientale), e in questo elenco, oltre a rifiuti pericolosi (50 tonnellate/giorno) ci sono quelli non pericolosi (550 tonnellate/giorno) tra i quali proprio i codici CER 200108 e 200302 relativi alla frazione organica umida.Nella stessa relazione al punto 5.9 è previsto il conferimento della frazione organica umida in cassoni a tenuta stagna dotati di sistema di chiusura”.

Al punto 7.2 infine “è specificato che la frazione organica umida deve essere avviata agli impianti di recupero entro 72 ore al fine di prevenire la formazione di emissioni odorigene”.

“Tre indizi fanno una prova, ma c’è di più: nella stessa area C, piazzola A1 e A2 per le quali il Comune chiede ampliamento Centro di Raccolta, il Comune aveva portato, in emergenza impiantistica Stir esattamente la frazione organica, ma guarda un poco le coincidenze”, concludono i rappresentanti 5 Stelle di Comune e Municipalità.

La richiesta al sindaco e all’Amministrazione è quella di ritirare la delibera.

 

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