DONNA, LESBICA E CON DISABILITÀ: “SIAMO INVISIBILI MA VOGLIO VIVERE CON CHI AMO”

È una storia di lotta e affermazione dei propri diritti quella di Maria Rosaria Malapena. Ha sempre combattuto per un mondo come dice lei “meno standardizzato” e in cui venissero inclusi anche i cosiddetti “diversi”. Autonomia, diritto alla sessualità per i disabili, lavoro e accessibilità: queste alcune delle battaglie che Maria Rosaria porta avanti da sempre.

Qual è la condizione di una donna lesbica con disabilità? Quanti pregiudizi?

La condizione di una donna lesbica con disabilità nel mondo sembra che non esista. Viene vista dalla società come un qualcosa di inutile. Siamo trasparenti agli occhi degli altri, trattati con indifferenza.

Come si è confrontata in famiglia quando ha spiegato la sua sessualità?

Il pregiudizio maggiore è quello di non concepire che una donna con disabilità possa essere una figlia normale, peraltro anche lesbica. La nostra società non accetta che una donna con disabilità abbia anche una vita sessuale, questo è il pregiudizio più assurdo e cattivo che ci possa essere.

La mia famiglia ha sempre saputo tutto di me, soprattutto con mia madre ho un rapporto speciale. Io sono nata con un disagio fisico, quindi sono diversa da sempre.

Quali sono i principali problemi? Accessibilità, lavoro?

Non si può trattare un diversamente abile come tutti gli altri, ciascuno ha problematiche e patologie differenti. Il mondo standardizzato non va bene per tutti. L’accessibilità è un altro dramma di questo Paese: i disabili non possono superare un reddito annuale, se ciò avviene gli viene immediatamente tolta l’invalidità e le terapie come le paghiamo? È una contraddizione in termini: bisogna essere autonomi economicamente per pagarsi le terapie, però allo stesso tempo se il reddito annuale supera una determinata soglia non si ha più diritto all’invalidità. 

Qual è il suo sogno per il futuro?

Il mio sogno per il futuro è vivere serenamente con la donna che amo. Desidero sposarmi e fare tutto ciò che fanno le coppie “normali”: passeggiate, viaggi, lavoro.

Autore: Taisia Raio

Journalist, press office, social media manager

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