WHIRLPOOL E PORTUALI: LA NAPOLI OPERAIA LANCIA LA “FASE 4” DEL CONFLITTO SOCIALE

Monta il malessere sociale, esplode la protesta operaia a Napoli. Un’estata caldissima è quella che stamattina si è presentata su due fronti di lotta che partono dalla zona orientale della città. Nel porto i lavoratori della Conateco hanno letterlamente bloccato l’ingresso nell’area portuale per chiedere lo stop ai licenziamenti “indiscriminati”.

A sostenerli è il Si Cobas che ha chiesto di essere ricevuti dall’azienda a cui viene chiesto il ritiro immediato dei licenziamenti. Sul posto un ingente presenza dei blindati della polizia ha tenuto d’occhio il presidio che ha mandato in tilt lo scalo commerciale per l’intera giornata.

E la battaglia non finisce qui. Eduardo Sorge, sindacalista del Si Cobas, annuncia assemblee che mettono insieme le varie vertenze con i disoccupati organizzati e il ritorno della questione Bagnoli.

Su un altro fronte, da via Argine a Ponticelli, il corteo dei lavoratori Whirlpool. Gli operai hanno raggiunto la stazione centrale in piazza Garibaldi riprendendo la loro protesta con una diretta trasmessa sui social. “Le dirette Facebook sono l’unico strumento per parlare con questo governo, e’ il loro canale di dialogo”, hanno polemizzato i lavoratori. Durante la loro marcia, gli operai hanno piu’ volte urlato “Dignita’” e cantato l’inno della loro protesta: “Napoli non molla”. “Chiediamo al governo – hanno spiegato – di costruire un ponte (il riferimento e’ al Morandi di Genova,ndr) che sia garante del futuro di tanti lavoratori e di tutto il Sud, che attraverso la nostra vertenza puo’ sperare di rimanere collegato alla ripresa del Paese. Il nostro ‘ponte’ sia fondato sul rispetto degli accordi con la garanzia (o concessione) del governo: questo Paese ha bisogno di pilastri fondati sulla costituzione e sulla democrazia”.

Con le sigle sindacali in piazza c’era Potere al Popolo con il suo candidato presidente, il giovane lavoratore Giuliano Granato che vive una causa giudiziaria per il suo licenziamento giudicato “politico” da parte della Klevers.

Queste due vertenze calde di oggi presentano il conto di una situazione sociale incandescente, soprattutto nel Mezzogiorno. Il 50% degli italiani è in difficoltà, ha eroso anche i risparmi mentre le associazioni di categoria prevedono la chiusura di 1/3 delle imprese per danno occupazionale stimato di circa 4 milioni di persone tra lavoratori, impiegati, artigiani e piccoli commercianti.

Sarà la “semplificazione” per le procedure degli appalti e una “mano libera” per le imprese la ricetta giusta? A Napoli, oggi, suonano squilli di un conflitto che guarda già a settembre.

Autore: Giuseppe Manzo

Journalist, press office, social media manager, blogger, author

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