TRIVELLAZIONE AD AGNANO, AL VIA CHIUSURA POZZO. M5S: “CHIEDIAMO CHIAREZZA”

Dopo oltre un mese di proteste dei cittadini, è iniziata la chiusura del pozzo geotermico in via Antiniana ad Agnano nei Campi Flegrei, zona rossa con allerta gialla come definita dalla Protezione civile dal 2016.

Tale chiusura si è resa necessaria per la fuoriuscita di gas, nocivi per la salute dei cittadini, senza alcun controllo e senza alcuna verifica della entità degli stessi e delle soglie di pericolo.

Le operazioni di chiusura del pozzo devono essere fatte da enti pubblici e non da chi, senza controlli e senza informare le autorità locali, ha effettuato la trivellazione. Riteniamo debba esserci il controllo da parte dei tecnici della Protezione civile e di INGV. Il progetto in questione di cui è capofila la società Graded, chiamato “Geogrid”, finanziato dalla Regione Campania per 4 milioni di euro annovera, tra i suoi partner, diverse Università campane, nonché l’Ingv e il Cnr.

Il pozzo preoccupa tutti i cittadini dell’area flegrea perché, da quando è stato realizzato, sprigiona senza soluzione di continuità un geyser di vapori provenienti dal sottosuolo. Il Movimento 5 Stelle Napoli insieme ai Comitati NO-TRIV e i cittadini dell’area flegrea e di Fuorigrotta, dal 2012 “ha sempre contribuito alla lotta contro le trivellazioni nella Caldera dei Campi Flegrei perché ritengono indispensabile seguire il principio di precauzione. Nella stessa area è stata fermata, grazie alle osservazioni al Ministero dell’Ambiente di tanti esperti, attivisti e portavoce del Movimento 5 stelle, la costruzione di una Centrale Geotermica”.

Chiediamo chiarezza su come verrà chiuso il pozzo. Siamo preoccupati poiché non si comprende in base a quali valutazioni è stata scelta una zona particolarmente fragile ed attiva per tali tipi di introspezioni, e destano allarme le parole del Vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo “bisognerà capire come ripristinare le condizioni iniziali, come chiudere il pozzo, che è una modificazione permanente e irreversibile del suolo. Una perforazione altera una sequenza geologica formatasi in migliaia di anni, richiudere il pozzo nel modo sbagliato potrebbe far accumulare gas nel condotto e quindi generale anche eventuali esplosioni. Nell’area c’è una sovrapressione interna, il flusso è molto intenso altrimenti la colonna di fumo non arriverebbe a quella altezza”.

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