SICILIA A FUOCO, LE REAZIONI: “UN ATTENTATO” CON LA MANO “DEI CRIMINALI”

“Ho convocato il governo della Regione per una riunione urgente. I criminali che hanno appiccato il fuoco ad Altofonte, in sei punti diversi e a favore del vento, hanno compiuto un atto violento che sta pagando una intera popolazione”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando su Facebook l’incendio che da ieri sta devastando le colline intorno a Palermo.

“Da Altofonte allo Zingaro, da Termini Imerese a Selinunte, la Sicilia brucia per colpa di piromani criminali, non solo per colpa del clima. Sono pazzi che distruggono il nostro patrimonio più importante mettendo a rischio la vita dei cittadini e di chi combatte gli incendi”.

Così in un post sulla sua pagina Facebook il sindaco di Palermo, e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. “Occorrono pene severissime, occorre un fermo rigetto sociale- aggiunge – Dall’amministrazione del Comune di Palermo la massima solidarietà a tutti i cittadini e ai sindaci dei paesi colpiti e un grazie di cuore ai vigili del fuoco, alla Forestale e a tutti coloro che sono impegnati in queste ore contro i roghi”.

“La mano criminale ha agito ancora una volta sul nostro territorio che e’ stato letteralmente assediato dal fuoco. Le fiamme, da ieri pomeriggio e per tutta la notte, fino a questa mattina hanno devastato ettari di montagna, di macchia mediterranea e di alberi arrivando a intaccare anche alcune abitazioni”.

Cosi’ il sindaco di San Vito Lo Capo (Trapani), Giuseppe Peraino, commentando gli incendi che da ieri stanno interessando le frazioni di Castelluzzo e Macari. “Tanta amarezza per quello che e’ successo che ha distrutto la flora e la fauna danneggiando pure alcune case, in contrada Valanga, a Macari, e a cala dell’Arena, con tante famiglie evacuate nella notte – aggiunge – L’unica cosa che mi conforta e’ che non ci sono stati danni alle persone, ma dal punto di vista ambientale, e per certi versi anche economico, il territorio e’ stato devastato.

Wwf: “un attentato”

Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. E’ quanto stima la Coldiretti sugli effetti dell’incendio divampato ad Altofonte in Sicilia ed in altre regioni della Penisola

“Il bosco della Moarda completamente distrutto, un grande polmone verde per Palermo e provincia, ma soprattutto un’importantissima area di assorbimento dell’acqua piovana che poi viene convogliata nel fiume Oreto. Dopo questo incendio il fiume si ritrovera’ meno protetto e alimentato. Non ci sono scuse, questo non e’ il cambiamento climatico, il fuoco e’ appiccato in modo doloso, e’ un attentato al nostro territorio”. Lo afferma in una nota il presidente del Wwf Sicilia Nord Occidentale, Pietro Ciulla, commentando l’incendio divampato ieri sera ad Altofonte, nel Palermitano, che ha interessato il bosco della Moarda.

“Lo diciamo da anni che la situazione e’ tragicamente emergenziale – prosegue Ciulla -. Abbiamo scritto tanti documenti in merito, abbiamo fatto e partecipato a tante manifestazioni di protesta, ma sembra che tutto sia inutile, le istituzioni non danno l’idea di avere colto la tragicita’ della situazione, non vediamo azioni efficaci preventive, sulle operazioni di intelligence da noi invocate abbiamo forti dubbi che siano in atto perche’ i risultati sono pochi, pochissimi piromani sono stati finora arrestati e si ha l’idea che l’apparato istituzionale brancoli nel buio.

 

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