RECOVERY FUND: IL PROFESSORE ANTONIO GIORDANO SCRIVERÀ IL PROGRAMMA SU AMBIENTE E SALUTE

Recovery Fund: il governo italiano si affida a un grande nome internazionale per il programma su ambiente e salute. Come anticipato anche da alcuni organi di stampa il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia e docente ordinario di Anatomia all’Università di Siena, è stato chiamato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal viceministro Pier Paolo Sileri a coordinare un pool di esperti, di cui fanno parte, tra gli altri, l’epidemiologo Giovanni Baglio del Ministero della Salute ed Iris Maria Forte, PhD in Genetica Oncologica presso l’INT Fondazione “Pascale” di Napoli. Giordano, inoltre, è già stato delegato dal ministro Costa nel comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Mi sto occupando personalmente del programma su Salute ed Ambiente del Recovery Fund, quello che ha ottenuto il più alto finanziamento, per intervenire sull’insulto ambientale, che nel nostro Paese ha ripercussioni peggiori del Covid”. Così lo scienziato italo-americano ha annunciato l’incarico durante la trentaseiesima edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno.

Monitoraggio sulla parte ambientale e sugli insulti per la salute umana, oltre a tutto quello che riguarda gli inquinanti per aria, terra e acqua. Sono questi punti su cui sarà costruito il programma che riceverà la parte più cospicua dei fondi del Recovery Fund per il nostro Paese.

“Presenteremo a metà settembre un Programma del Recovery Fund che si soffermerà sulla sperimentazione in aree territoriali selezionate di un modello di sanità pubblica ecologica, improntato ai principi della global health e focalizzato sul monitoraggio, che è ciò che sinora è mancato, dell’esposizione ad inquinanti ambientali con conseguenze dannose per la salute. Inoltre, tale Piano si focalizzerà sull’implementazione di interventi multisettoriali di prevenzione e presa in carico dei bisogni sanitari e delle popolazioni residenti”.

Dieci anni dopo le ricerche sulla salute delle persone nella “terra dei fuochi”, spesso contestate in modo strumentale da chi amministrava e amministra gli organismi sanitari, le più alte istituzioni italiane si affidano uno scienziato che ha dato strumenti di comprensione a milioni di cittadini sul rapporto tra ambiente e salute.

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