DE MAGISTRIS CONTRO DE LUCA SUI “10 PROGETTI” PER NAPOLI E GESTIONE COVID

“De Luca promette ma deve rendicontare cosa ha fatto per Napoli in 5 anni”. Il sindaco Luigi De Magistris interviene a Barba&Capelli, la trasmissione condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc ogni mattina alle 7. Ed è occasione per una nuova polemica a distanza con il governatore uscente dopo la presentazione dei 10 progetti per la città: “Dopo 5 anni di governo cosa ha fatto De Luca sulla sanità? Reparti e ospedali sono stati smantellati. Su piazza Garibaldi la riqualificazione è stata fatta da noi, quella del lungomare di San Giovanni è già in corso e il progetto della funivia è nostro”.

Poi aggiunge che sull’azienda unica di trasporto pubblico e su Albero dei poveri De Luca “si è girato dall’altra parte” .Il primo cittadino attacca anche i tanti transfughi come Pina Tommasielli, “risale a 10 anni fa”, Ramaglia e Nardi che ora affollano le fila dello “sceriffo di Salerno”.

Sulla questione risorse e casse del Comune l’ex magistrato dopo l’incontro con il ministro Provenzano non ha dubbi sulla possibilità storica del nostro Paese: “L’Italia non ha mai visto tanti soldi come in questo momento storico. La sfida è importante, noi comuni siamo stati interessati a presentare progetti da finanziare. Il Comune di Napoli si è fatto trovare pronto e adesso arrivano le risorse europee: nei prossimi mesi arriveranno notizie importanti”.

Sul Covid Luigi De Magistris è preoccupato. “Noto un abbassamento di tensione in questa campagna elettorale, i medici devono alzare la voce per la verifica sulla pandemia nella nostra città. Dopo il lanciafiamme si nota meno attenzione: ieri abbiamo 80 casi in città. Non c’è nessuna responsabile dei medici, anzi: stanno facendo un lavoro incredibile. Serve un ritorno a una riflessione mediatica più precisa”. E sulla scuola il sindaco non ha dubbi: “sulla scuola la programmazione del governo è stata scadente. Prima la didattica a distanza e poi ci si è resi conto che la scuola non è discoteca. L’inizio sarà in affanno ma dobbiamo provarci, però noi siamo pronti per il 24: non bisogna cedere al primo problema o al primo caso positivo di Covid altrimenti sarà una tragedia per questo Paese una nuova chiusura delle scuole”.

 

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