ELEZIONI CAMPANIA E SANITÀ: CALDORO, CIARAMBINO E DE LUCA RISPONDONO AI PRIVATI

Un manifesto dei sogni per la sanità pubblica in Campania. Questo vogliono i 3 principali candidati presidente alle prossime elezioni regionali ma accusandosi a vicenda: il dito è puntato su chi ha governato precedentemente Palazzo Santa Lucia. Caldoro, De Luca e Ciarambino si sono confrontati a distanza su Radio Crc con lo speciale “Barba&Capelli” promosso oggi da Aspat e Cittadinanzattiva e condotto da Corrado Gabriele e in studio il giornalista de Il Mattino Ettore Mautone, il presidente Aspat Pier Paolo Polizzi e il segretario regionale di Cittadinanzattiva Lorenzo Latella.

“Necessitiamo di preconizzare il percorso di rapporti istituzionali per il prossimo quinquennio con gli Amministratori regionali eletti – dice Lorenzo Latella, segretario regionale di Cittadinanzattiva – una sorta di prova generale e di messa a regime delle Categorie rappresentate che, a partire dall’ascolto della politica, consenta, attraverso l’istituzione di Tavoli tecnici permanenti, il progressivo raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Protocollo d’intesa che prevede sostanzialmente un organico e fattivo livello di collaborazione con tutte le articolazioni in Sanità dell’Ente Regione”

Pier Paolo Polizzi, presidente Aspat, ha spiegato che “tutto questo doveva essere un convegno in presenza a maggio, poi è nata l’idea delle interviste con domande nate da un questionario tra i suoi associati che si occupano di sanità territoriale tra cui le attività ambulatoriali e socio-sanitarie. Auspichiamo che la nuova Giunta vada verso un regime ordinario per costruire nuovi scenari. Siamo pronti per un protocollo d’intesa che sia un monitoraggio della medicina territoriale”.

Le risposte alle domande

Sulle risorse tutti sono d’accordo su una nuova distribuzione. Per Caldoro “tutti, noi e operatori della sanità lavoriamo per la salute del cittadino in un mix equilibrato in quella della sanità pubblica e quella privata convenzionata: finanziamenti che devono essere distribuiti con equilibrio e non sottratti al Sud. In questi 5 anni abbiamo perso risorse, quasi 350 milioni di euro”.  Lo ribadisce Valeria Ciarambino: “l’Emilia Romagna utilizza il 92,2% delle risorse regionali per garantire livelli minimi di assistenza mentre la Campania è ultima con il 53,9%. La pandemia ha dimostrato come in Italia esistano sistema regionali più efficaci di altri indipendentemente da chi governa. Queste disparità va superato con una modalità più equa di distribuzione, il sistema sanitario nazionale si basa su un criterio per età e non tiene conto dei criteri epidemiologici e dei bisogni di cura differenti”.  Anche lo sceriffo De Luca parla di “una battaglia per il riparto del fondo nazionale: la Campania viene depredata di oltre 300 milioni ed è la regione che riceve meno risorse di tutte. Avere questi soldi significa anche un rapporto diverso con i soggetti privati. L’obiettivo di fondo è quello di realizzare un rapporto civile tra sanità pubblica e privata, non avere più incertezze né contrattazione permanente. Bisogna sapere in modo definitivo quali sono le risorse che uno riceve e in tempi immediati”.

Nel rapporto tra ospedalizzazione e medicina territoriale Caldoro dice che “il ruolo del Pubblico, quello dell’accreditato che ha una funzione strategica e centrale nella nostra regione e le associazioni dei pazienti devono fare la sua parte. Abbiamo visto quando ospedalizziamo troppo le cose non vanno, bisogna creare mix giusto e avvicinare la sanità al cittadino: bisogna offrire quella sanità del territorio da finanziare”

Per la Ciarambino “quando incontro i cittadini e parlo di sanità l’immagine immediata è il pronto soccorso e l’ospedale. Non sappiamo cosa voglia dire presidi intermedi e presa in carico del paziente. Per me è una priorità assoluta, voglio implementare una sanità di prossimità”. Invece De Luca parla di “miracolo compiuto per l’uscita dal commissariamento con tempi di pagamento che costringevano i privati a fare la cessione del credito”.

Sulle liste di attesa Caldoro promette di “garantire il fabbisogno necessario attraverso più risorse” e rilancia il budget salute di “1000 euro a cittadino”. Su questo punto Ciarambino attacca De Luca dicendo che dopo 5 anni “siamo ancora alle promesse e ho esposto alla Procura contabile perché si sono favoriti erogatori di alcune Asl a discapito di altre”. Per De Luca, invece, si deve fare una “operazione verità” sul fabbisogno pubblico e quello su altre regioni quanto pagano laboratori privati: “vogliamo pagare per i nostri laboratori quanto sono pagati quelli di altre regioni, poi quante risorse vere dobbiamo stanziare: ai privati chiediamo la qualità delle prestazioni”.

I tre candidati non mettono in discussione il ruolo e l’importanza del privato accreditato. Parole d’ordini sono equilibrio tra sanità pubblica e quella accreditata con il mantra della qualità delle prestazioni”.

Le associazioni degli operatori privati chiedono, infine, quale dovrà essere il loro ruolo. Caldoro promette di un “ritorno alla normalità con tavoli permanenti”. Valeria Ciarambino attacca il piano ospedaliero di De Luca sulla presenza di una sanità privata “in assenza di standard di qualità” e promette di “rivedere sistema di accreditamento e alzare livelli di qualità”. De Luca conferma il punto sulla “qualità delle prestazioni”, sia pubblico o privato, con quest’ultimo “pienamente integrato”.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.