NAPOLI: LA RIAPERTURA DEL SAN CARLO SULLE NOTE DI GUSTAV MAHLER

Giuseppe Verdi
Messa da Requiem
per soli, coro e orchestra
Stagione di Concerti 2018/19
Inaugurazione
Direttore | Juraj Valčuha
Interpreti
Soprano, Eleonora Buratto
Contralto, Veronica Simeoni
Tenore, Antonio Poli
Basso, Riccardo Zanellato
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
venerdì 19 ottobre 2018, ore 20.00 – Turno S
sabato 20 ottobre 2018, ore 18.00 – Turno P
Teatro di San Carlo 2018

Il Teatro di San Carlo finalmente riapre al suo pubblico dopo il lockdown per il Covid-19. Saranno le note della Sinfonia n.1 in re maggiore “Titano” di Gustav Mahler le prime a risuonare all’interno del Teatro di San Carlo domenica 27 settembre alle ore 19.00.

Juraj Valčuha guiderà l’Orchestra del Massimo napoletano nell’esecuzione del primo lavoro sinfonico del compositore boemo. Gustav Mahler lavorò alla Sinfonia n.1 per ben sei anni, dal 1888 al 1894, pubblicando tre versioni prima di quella definitiva.

Nel lungo tempo di composizione e revisione, Mahler fu influenzato dal classicismo brahmsiano e dalla nuova musica wagneriana, traendo ispirazione dalla tradizione liederistica e dalle melodie popolari e infantili, e in elementi extramusicali adottando spesso l’autocitazione.

Il titolo “Titan” fa riferimento all’omonima novella di Jean Paul, amore molto amato dai romantici. Il risultato è un lavoro solenne e di grande suggestione, con una varietà di suoni e cambi di registro che fa già comprendere la grandezza delle successive sinfonie.

Se il primo movimento si apre con un ritmo lento, il secondo è basato su uno Scherzo; il terzo, il più noto al pubblico, è una grottesca parodia di una marcia funebre, il cui clima anche fiabesco è rotto dall’improvviso attacco del quarto movimento, pagina drammatica che si conclude in forma di sonata.

Mahler ha dunque creato una netta cesura tra i primi due movimenti e gli ultimi due, passando dall’iniziale esaltazione dell’immensità della Natura a temi più riflessivi e con slanci di improvvisa energia, che indagano il rimpianto per l’innocenza perduta e la sensazione di sgomento dell’uomo di fronte al mistero dell’esistenza.

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