“BASSOLINO UN ANTIDOTO PER NAPOLI”: A RADIO CRC FAUSTO BERTINOTTI RILANCIA L’EX SINDACO

“Il ritorno al classico con Bassolino può essere un antidoto per Napoli”. Lo ha detto Fausto Bertinotti in un’intervista rilasciata a Taisia Raio nella trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele in onda dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 9.00 su Radio Crc Targato Italia.
L’ex presidente della Camera e segretario di Rifondazione Comunista ha dichiarato: “Antonio è un caro amico e mi guardo bene da suggerire qualcosa perché non sono portatore di grandi vittorie. È necessaria però la ricostruzione non ai fini elettorali ma a quelli della società, fondamentale è una nuova fondazione della politica”.
Sul risultato delle elezioni regionali, soprattutto in Campania, Bertinotti ritiene che non si possano avere lenti novecentesche per leggere ciò che sta avvenendo nella politica italiana: “Con queste elezioni è scomparso il discrimine tra destra e sinistra o più banalmente tra centrodestra e centrosinistra. Sta emergendo una nuova forma di democrazia rappresentativa in cui i governatori diventano il centro motore della contesa politica e le forze sono ridotte a una sorta di supplemento. Il capo del Governo attrae a sé schieramenti diversi come una calamita. Lo ha detto chiaramente De Luca: non è una vittoria della sinistra ma del popolo. Siamo di fronte a una riforma del sistema politico italiano dove diventa prevalente il conflitto su chi deve governare e che si appella a una nozione di popolo molto diversa dal ‘900. Si tratta di una rivoluzione passiva che cambia la forma della democrazia”.
Infine l’ex leader della sinistra radicale intervenendo sul referendum costituzionale e sulla vittoria schiacciante del Sì ha concluso: “un movimento di opinione è intervenuto a favore del No e la vittoria schiacciante del taglio dei parlamentari è la prova di un’operazione masochistica, a farla sono stati infatti proprio il Parlamento e i partiti. Va detto che questo non è stato un fulmine a ciel sereno ma è un lungo processo di eutanasia del Parlamento con l’uso reiterato della decretazione d’urgenza.
È stata sensibilmente ridotta la possibilità di dibattito politico e di intervento parlamentare. Si è affermata una centralità assoluta dell’esecutivo che è diventata anche una forma mentale, culturale e politica”.

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