CAMPANIA, LE ASSOCIAZIONI DEI COMMERCIANTI SI RIBELLANO ALLE ORDINANZE DEL GOVERNATORE

“Siamo pronti per mobilitarci per manifestare il nostro dissenso contro restrizioni e chiusure che saranno adottate senza averci interpellato”. Lo ha dichiarato Carla Della Corte, presidente Confcommercio Campania, intervenendo alla trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9.

Non solo il lockdown per Confcommercio qualsiasi tipo di restrizione va concordata con le categorie produttive: “La situazione preoccupa tutte le città campane – continua Della Corte – per sensibilizzare il presidente De Luca di aprire un tavolo con le associazioni di categoria prima di prendere qualsiasi decisione che riguardi chiusure. È importante capire che le istituzioni si devono confrontare con le associazioni di categoria che rappresentano il territorio. Non si possono chiudere, ad esempio, alle 21 i pubblici esercizi se non si è prima parlato con gli esponenti delle categorie. Ci auguriamo di non arrivare a una mobilitazione, ad avere un incontro e a definire un tavolo permanente con De Luca sui vari temi che bisogna affrontare durante l’anno”.

Sugli ammortizzatori sociali per Della Corte è “un capitolo difficile che non è solo di competenza della Regione ma nazionale” e chiede di “dare sovvenzioni per il costo del lavoro invece della cassa integrazione che non funziona. Sono tanti mesi che i nostri dipendenti non hanno preso l’assegno di maggio e giugno. Servono misure più reali che riescono a far fronte alle esigenze delle nostre categorie”.

Sul futuro Della Corte è “favorevole al commercio on line ma se non vogliamo trasformare le città in ristoranti bisogna supportare l’esercizio fisico, se pensiamo a quelle turistiche. Dobbiamo confrontarci a livello regionale e nazionale per tirar fuori delle soluzioni: siamo in attesa che De Luca ci convochi”.

Il presidente di Confesercenti Campania e Napoli, Vincenzo Schiavo, interviene sull’ultima ordinanza emanata dal Governatore Vincenzo De Luca che contiene altre misure di contenimento del contagio da Covid-19, prescrivendo ulteriori e forti limitazioni per le attività commerciali.

«I commercianti non posso continuare a pagare colpe di altri – esordisce Schiavo  – così facendo molte attività sono destinate a chiudere. A Napoli e in altre città della Campania sono numerosissime le attività da ‘take away’, legate al solo asporto e senza struttura interna per ospitare i clienti. La limitazione posta alle 22 di vendita di bibite all’esterno di fatto obbliga molte attività, che campano solo con la vendita di prodotti in ore serali, a non aprire proprio. Il che significa zero introiti, zero economia, famiglie sul lastrico, dipendenti licenziati. Non potendo occupare con tavoli e sedie la strada o le piazze, visto che c’è da tutelare i residenti, c’è solo una soluzione, aumentare i controlli. Il commercio va aiutato non calpestato. In questo senso, inoltre, mi chiedo: perché limitare a 20 persone al massimo il numero di invitati ai matrimoni e alle cerimonie? Perché nei ristoranti con centinaia di coperti è possibile ospitare molti clienti e nei matrimoni, di norma ospitati in strutture ampie, questo non è possibile?».

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