NAPOLI, IL COMUNE APPROVA IL BILANCIO 2020: PREVISTE ASSUNZIONI PER MAESTRE E LSU

Assunzioni a tempo determinato di educatrici e maestre di scuola dell’infanzia e, a tempo indeterminato, di Lsu e all’indizione di procedure per assumere funzionari amministrativi e dirigenti. E ancora ci sono i fondi europei per il welfare, benefici alle tariffe TARI per le utenze non domestiche, fra le quali le strutture alberghiere, ricostituzione del Fondo di riserva pari a 5 milioni per interventi urgenti.

Sono alcuni dei punti dei punti con cui la Giunta comunale ha approvato ieri il Bilancio preventivo 2020 con l’intento, fra l’altro, di rendere disponibili risorse aggiuntive nell’ultimo scorcio dell’anno in corso. Per questa ragione “non ci siamo adeguati all’ulteriore proroga al 31 ottobre definita dal Governo per approvare il preventivo per l’anno in corso”.

Un Bilancio di previsione 2020 che si colloca in un anno particolarissimo: nove mesi di  esercizio provvisorio in conseguenza della pandemia e dei continui rinvii dei termini per l’approvazione; incertezza delle somme effettivamente attribuite all’Amministrazione dal Parlamento per recuperare, almeno parzialmente, le mancate entrate; una emergenza  sanitaria per affrontare la quale abbiamo utilizzato tutte le risorse a disposizione; entrate in forte calo a partire dalla contrazione delle entrate tributarie e della tassa di soggiorno.

Il Sindaco de Magistris e la Giunta, assieme ai Dirigenti coinvolti nella predisposizione del Bilancio preventivo non hanno però scelto di fare un bilancio di “contenimento”.

Nel Bilancio spicca la voce “Investimenti” che, nonostante l’eseguità delle risorse proprie, vede in campo interventi per la Città per un miliardo di euro grazie alla capacità di programmazione dell’Amministrazione comunale.

“Un bilancio rigoroso che risente di un anno a dir poco complicato e di note difficoltà sul versante della riscossione che risentono ulteriormente degli effetti del lockdown.

Ma mentre la Giunta ha fatto, al meglio nelle condizioni date, il proprio lavoro è davvero inaccettabile che il Governo non abbia avuto alcuna considerazione per le circa trecento città, al 70% con sede nel Sud, che sono in Piano di rientro che, anche nel 2020, devono onorare il pagamento della rata di rientro, come se nulla fosse nel frattempo accaduto”, conclude la nota.

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