CON IL COVID I NUOVI POVERI DAL 31% AL 45% IN 4 MESI. COSA ACCADRÀ SENZA BLOCCO LICENZIAMENTI?

Analizzando il periodo maggio-settembre del 2019 e confrontandolo con lo stesso periodo del 2020 emerge che da un anno all’altro l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. 

Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa; cala di contro la grave marginalità. A fare la differenza, tuttavia, rispetto allo shock economico del 2008 è il punto dal quale si parte: nell’Italia del pre-pandemia (2019) il numero di poveri assoluti è più che doppio rispetto al 2007, alla vigilia del crollo di Lehman Brothers.

A dirlo è il Rapporto Caritas dal titolo “Gli anticorpi della solidarietà”, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà (17 ottobre) che cerca di restituire una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19.

Questo dato, va ricordato, esplode prima che possa cessare il blocco dei licenziamenti. Il presidente nazionale di Confidustria Bonomi ha annunciato “un’ondata” di tagli con la riorganizzazione delle imprese nel 2021.

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