DPCM E RIVOLTA SINDACI, NELLA NOTTE CAMBIA IL TESTO SULLA CHIUSURA DI PIAZZE E STRADE

Sindaci sceriffi nel Dpcm, il dispositivo fantasma. Cosi’ cambia quello che i sindaci hanno battezzato il “coprifuoco” ma che in realtà è un divieto di assembramento in strade e piazze dopo le 21. A dire il vero, ‘era’ un divieto. Perchè il testo del dpcm nei concitati minuti che hanno preceduto la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte e la firma è mutato, al punto che la parola “sindaci” è scomparsa e quello che sembrava un ordine perentorio (“i sindaci dispongono”) ed e’ diventata solo un possibilità (“può essere disposta la chiusura al pubblico”).

Ecco i testi a confronto (anche in allegato). La bozza del dpcm all’articolo 2 bis recitava: “I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

Il testo definitivo del dpcm 18 ottobre invece riporta: “Delle strade e piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le ore 21, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

In mattinata le reazioni di de Magistris e Nardella

“Il Presidente del Consiglio ha annunciato che i Sindaci potranno adottare coprifuoco parziali, di vie e piazze, dalle 21. Conoscendo la sensibilità istituzionale del Presidente Conte e la coesione che deve caratterizzare questo difficilissimo periodo che vive la nostra Repubblica, non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile. L’effetto delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano”.

Il sindaco di Napoli come il suo collega presidente dell’Angi Decaro si scaglia contro la decisione del Dpcm sul coprifuoco di strade e piazze a carico dei primi cittadini.

Anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, pretende chiarezza. “Nella mia città – spiega nel corso di un’intervista su Radio Rai 1- abbiamo disposto, ad esempio, il numero chiuso in piazza Santo Spirito. Sono serviti 50 agenti fra polizia locale, forze dell’ordine, steward. Se dovessimo chiudere altre 10-20 piazze chi è che ci dà la garanzia di avere questi agenti? Possiamo noi introdurre queste limitazioni senza poi controllarle? Non diventa un boomerang introdurre limitazioni che non si possono poi verificare puntualmente, applicare concretamente?”. Sono numerosi i nodi da dirimere, ad avviso, del primo cittadino del capoluogo della Toscana: “Chi fa le sanzioni? Chi si prende la responsabilità di individuare queste strade?”, aggiunge. “Le sole polizie municipali- avverte- non bastano. C’e’ bisogno di chiarire tutti questi aspetti se si vuole scaricare la responsabilità sui sindaci di applicare il coprifuoco. 

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