“INDECOROSI”: LO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI ATTACCA DE LUCA E DE MAGISTRIS

“Lo spettacolo delle nostre istituzioni è stato indecoroso”. Lo ha dichiarato lo scrittore Maurizio De Giovanni intervenendo nello speciale Fuori la radio – le notizie intorno a noi su Radio Crc Targato Italia.

Sulle istituzioni locali De Giovanni è molto duro: “la cosa che emerge rimane il conflitto istituzionale. La dialettica è opportuna ma si percepisce un conflitto. Protagonismi e atteggiamenti diversi di personaggi che dovrebbero uniformarsi alle indicazioni del Governo centrale. La situazione è gravissima e minaccia di peggiorare. La concorrenza dell’influenza normale, la scarsezza dei vaccini crea sovrapposizione e intasa gli ospedali. Questa cosa era nota da marzo, così è stato. Si è fatto poco o niente, serve parlare del presente e non vedo univocità. Non ha senso chiudere i bar e ristoranti alle 18, le persone si riuniranno a casa. Chiudere significa aumentare incontri casalinghi”.

Lo scrittore boccia governatore e sindaco: “l’uscita di De Luca mi ha stancato, un maestro elementare che punisce i bambini mentre c’è una situazione sociale, economica e urbana delicatissima. Poi lo spettacolo del sindaco comodamente seduto in uno studio televisivo. Doveva alzarsi e andarsene dicendo ‘la città ha bisogno di me’, andare in prefettura. Dalla ragione di essere stato chiamato poco in causa è passato, con questo atteggiamento, al torto. Regione e Comune sono state due amministrazioni approssimative”.

Sulle violenze dei giorni scorsi l’autore del commissario Ricciardi dichiara: “la manifestazione è una cosa, gli scontri un’altra. Si è introdotta gente che vuole creare confusione, sono soggetti noti alle forze dell’ordine e alla politica e si fa poco a ridurli in silenzio. Le proteste sono normali reazioni del piccolo commercio e dell’imprenditoria, poi ci sono i violenti appartenenti alle curve, alla criminalità e alle frange estreme. Le due cose non vanno mischiate. C’è il fattore del sommerso che è un qualcosa di cui si cibano migliaia di famiglie in questa regione. Andrebbe cancellato ma, non tener conto di questo settore è criminale, abbandonando così una larga fascia di popolazione”.

Sul futuro di Napoli De Giovanni non ha dubbi: “serve un sindaco innamorato della città. Non è il momento dell’uomo solo al comando, fondamentale che sappia dialogare, avendo la statura di farlo con le istituzioni. Napoli ha un debito enorme. La premessa deve essere una riorganizzazione del debito come è stato fatto con Roma. Non serve un manager, bensì un politico che dialoghi con le altre istituzioni”.

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