BARETTI E PALESTRE, A NAPOLI CONTINUA LA PROTESTA CONTRO LA REGIONE CAMPANIA

foto repertorio

Baretti e palestre, il popolo del no alla chiusura senza soldi torna in piazza a Napoli questa mattina davanti alle sedi regionali. Uno al centro direzionale fuori al consiglio regionale e l’altro davanti la sede della Giunta a Santa Lucia.

Asd e palestre

Si sono dati appuntamento sotto una delle sedi della Regione Campania, al Centro direzionale di Napoli, gli operatori dello sport che questa mattina hanno manifestato contro la chiusura delle loro attivita’ per le restrizioni imposte dal governo per limitare la diffusione del coronavirus. Palestre, scuole di danza, piscine, tutte associazioni dilettantistiche e società sportive che in Campania arrivano a formare un aggregato di 20mila realta’: “Siamo qui per la riapertura di tutte le associazioni dilettantistiche delle regione – spiega all’agenzia Dire un manifestante -, anche perche’ dall’ultimo accertamento dei Nas e’ risultato che tutte le associazioni sono regolamentate e rispettano le leggi, quindi noi abbiamo gia’ un protocollo ben chiaro anticontagio. Noi da maggio abbiamo dovuto fare sanificazioni – continua -, abbiamo dovuto spendere soldi per il piano anticontagio. Adesso ci hanno richiuso: a questo punto noi non ci stiamo piu'”

Bar e movida

“Le attuali limitazioni orarie non ci consentono di lavorare. Aprire alle 18 significa impedire aperitivi e dopocena. Noi non siamo bar, ma siamo classificati come operatori della notte, apriamo quando i bar chiudono. Con le attuali disposizioni siamo obbligati a restare chiusi”.

Lo spiega alla Dire Aldo Maccaroni, presidente delle associazioni Chiaia Night e Baretti Aniello Falcone, due delle principali zone della movida di Napoli. I gestori dei cosiddetti baretti hanno manifestato questa mattina fuori a palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, aderendo al sit-in promosso dai ristoratori, per denunciare come le misure introdotte dai Dpcm e dalle ordinanze regionali abbiano comportato “un azzeramento totale degli incassi. Cioè niente soldi per i dipendenti, le bollette e tutto il resto. Dobbiamo restare chiusi almeno per un mese come prevedono i provvedimenti. I ristori annunciati dal governo sono congrui, ma i nostri dipendenti, ad esempio, sono tutti in cassa integrazione. Noi ci impegniamo a integrare la differenza tra la cassa e lo stipendio perchè vogliamo andare avanti insieme a loro”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.