CRISI COVID, RISTORATORE INTERROMPE TRASMISSIONE RADIOFONICA PER PROTESTA

Ristoratore interrompe trasmissione radiofonica per protesta contro le restrizioni. E’ successo oggi durante una trasmissione sportiva in onda su Radio Crc. L’imprenditore, Angelo Arrichiello, ha da pochi mesi aperto un locale a Portici.

Ma con le varie restrizioni a causa dell’emergenza Covid, i suoi investimenti stanno andando in fumo. Per questo motivo oggi ha voluto interrompere una trasmissione, ha approfittato dei microfoni e ha rivolto un appello alle istituzioni.

Ecco il testo della missiva

“Buongiorno a tutti gli ascoltatori di Radio Crc. Sono Angelo Arrichiello, imprenditore e chef del ristorante Namare, uno degli sponsor di “Il Sogno Nel Cuore”. Interrompo questa trasmissione per pochi minuti per portare avanti la mia denuncia. Come tutti sapete, negli ultimi giorni i ristoranti sono tra le categorie colpite dal nuovo Dpcm anti-Covid. Prima di tutto ci tengo a dire che nessuno scienziato ha mai affermato che il cibo sia veicolo di contagio. Dopo il lockdown della scorsa primavera, ci è stato imposta la chiusura alle ore 18 con la minaccia di un’altra serrata, chissà per quanto tempo. La salute di tutti ha la priorità assoluta, però vorrei ricordare a chi ci governa in ambito regionale e nazionale, che non si possono catalogare le attività economiche tra realtà di Serie A e realtà di Serie B. Imporre la chiusura alle 18 equivale a decretare la rinuncia da parte di imprenditori come me a continuare a investire nella nostra amata città. Io ho aperto un ristorante a Portici, ma in questo 2020 invece di incontrare i sorrisi dei clienti, magari anche qualche consiglio a migliorare, ho soltanto visto la paura di chi cerca di stare per strada per il più breve tempo possibile. Anche quando le misure restrittive avevano allentato la morsa, la gente ha preferito non alimentare l’economia, a causa del terrore di affrontare un altro lockdown senza le risorse finanziarie necessarie per sopravvivere. Per questo motivo, inoltro un appello alla Regione e al governo centrale: gli stipendi dei dipendenti, gli affitti, le utenze e i pagamenti verso i fornitori non vanno in quarantena, come avrebbero dovuto. Abbiamo bisogno di sostegni economici, soprattutto dopo le promesse disattese dopo il lockdown di marzo e aprile. Il Covid è un nemico invisibile, ma lo è anche la fame e soprattutto la frustrazione di non poter portare avanti il proprio lavoro e la propria passione perché non esistono regole certe. Grazie a tutti per l’attenzione e speriamo che gli imprenditori come me possano continuare a rendere Napoli sempre più accogliente”.

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