COVID E AREA METROPOLITANA NAPOLI, IL GRIDO DEI SINDACI: “RIMASTI COL CERINO IN MANO, SERVONO RESTRIZIONI E RISORSE”

Non vogliono essere capri espiatori né front office della rabbia sociale. I sindaci della area metropolitana di Napoli reagiscono a colpi di ordinanze e chiedono due cose precise: lockdown e risorse per le attività commerciali e produttive. Hanno illustrato la situazione a Radio Crc nella trasmissione Barba&Capelli i primi cittadini di Aversa, Giugliano e Ottaviano. Hanno tutti ribadito ciò che ripete anche il sindaco di Napoli: “ci hanno lasciato con il cerino in mano”

Il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, dopo la proposta di un maxi fondo solidale, spiega la situazione nel suo comune: “abbiamo superato i 500 contati a Ottaviano e la fortuna che il 70% è asintomatico. I sintomatici però se la vedono brutta perché sono a casa con l’ossigeno, quando non manca. Sto chiamando personalmente il 118 che dice non ci sono ambulanze.

Chiudere i ragazzi in casa non è la soluzione ideale, serve buon senso ed educazione. Con l’unità di crisi stiamo provando a ridurre il contatto con le persone e adotteremmo altre ordinanze nelle prossime ore come chiudere strade, piazze e divieto per le minicar”.

Il sindaco Nicola Pirozzi illustra cosa accade nel più grande comune della provincia napoletana: “a Giugliano è una situazione abbastanza seria con 1900 contagiati. La città è grande con 125mila abitanti e lunedì sono stato costretto a un’ordinanza restrittiva. Ho fatto divieto per i minori dalle 18 alle 22 se non accompagnati, ho interdetto alcune piazze sempre dalle 18 alle 22 e nei weekend tutta la giornata, è stato sospeso il mercato settimanale. Poi c’è il divieto di fumo in strada e in due zone precise della città ho vietato lo stazionamento di 2 o più persone mentre in tutto il comune non più di 4. Poi ho interdetto l’accesso a tutte le spiagge del territorio”.

Per il sindaco “sono misure che vanno nell’ottica della tutela della salute pubblica per trasmettere ai miei concittadini il rispetto delle regole. Ho fatto questa ordinanza a malincuore perché non è bello limitare le persone. Sono misure straordinarie fino al 30 novembre”.

Per Pirozzi serve un lockdown, risorse per l’economia e per la sanità: “un’infermiera mi ha commosso per l’appello che mi fece quando sono entrato in ospedale al San Giuliano. C’è carenza di personale e bisogna dare risposte. Ho sentito un grido di dolore e la politica deve farlo suo. Siamo sotto pressione, non metto in dubbio le scelte del Governo, però dall’interno vedo sofferenza delle strutture sanitarie ed è difficile amministrare in questa condizione con personale carente”.

Infine Aversa con il sindaco Alfonso Golia: “superiamo i 1000 casi, molti asintomatici. Dobbiamo registrare molti ricoverati e la situazione è spaventosa, bisogna fare il nostro dovere. A livello territoriale andrebbe deciso di chiudere, sono preoccupato per l’Agro aversano”.

Il sindaco annuncia che non farà altre ordinanze: “non farò altre misure restrittive, voglio riaprire il parco nelle ore giornaliere per i bambini accompagnati. Non giudico le decisioni di altri sindaci, alcune misure rischiano di essere però al limite della costituzionalità”.

Sulle scelte del Governo e della Regione chiede decisioni per alcune zone campane: “hanno scelto un metodo per le fasce e i colori attraverso dei numeri. Ci sono territori campani che vanno attenzionati con decisioni da zona arancione e rossa. Per il Natale stiamo preparando un piano sociale con economie di bilancio senza lasciare nessuno indietro. Chiaramente le festività sono occasione per dare speranza e proveremo a mantenere un po’ di luci natalizie con modalità diverse senza organizzare eventi: un po’ di colore è un modo per dare un segnalare alla nostra comunità”.

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