“CON BIDEN NUOVO RAPPORTO CON LA SCIENZA, IN ITALIA DIFFERENZIARE LE RESTRIZIONI”: PARLA ANTONIO GIORDANO

La pandemia e la risposta della scienza. Le elezioni americane con la vittoria di Biden e le risposte del governo italiano alla seconda ondata. La situazione campana e lo “scudo genetico” del Sud al contagio. Sono i temi dell’intervista al professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia e ordinario all’Università di Siena, fa parte del comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità per il ministero dell’Ambiente e coordina il programma ambiente e salute del Recovery Fund su mandato dei ministri Costa e Speranza oltre che del viceministro Sileri.

Professore, è arrivata la buona notizia del vaccino Pfizer. Fauci aveva annunciato in primavera la vaccinazione di massa: è la volta buona?

La fase 3 della sperimentazione del vaccino della Pfizer è ancora in corso anche se si tratta certamente di un’ottima notizia. Avere a che fare con virus a RNA non è una cosa semplice, soprattutto in termini di sviluppo di vaccino. Fino ad ora la metà dei partecipanti ha ricevuto due dosi del vaccino e l’altra metà ha ricevuto un placebo; se dovesse funzionare significherebbe essere riusciti a trasmettere il giusto “messaggio” alle cellule del nostro organismo contro il nuovo SARS-CoV-2. Ora è necessario valutare chi, e per quanto tempo il vaccino proteggerà, bisognerà capire che effetti avrà su persone già infettate e quanto dureranno gli anticorpi prodotti. La Pfizer chiederà alla Food and Drug Administration l’autorizzazione di emergenza del vaccino alla fine di questo mese, e così, entro la fine dell’anno l’azienda avrà prodotto dosi sufficienti per immunizzare da 15 a 20 milioni di persone. Se le proiezioni dovessero risultare reali, le ditte deputate prevedrebbero di fornire 50 milioni di dosi di vaccini nel mondo nel 2020 e fino a 1,3 miliardi nel 2021. 

Biden presidente Usa: cosa potrà cambiare nel rapporto con la scienza e il Covid?

Potrebbe cambiare qualcosa riguardo la scienza e anche in ambito sanitario in generale. Biden, nel corso della campagna elettorale, ha sempre affermato di voler implementare l’Obama Care e di volere lavorare con Fauci. Proprio quest’ultimo si è lasciato andare all’entusiasmo dell’efficacia al 90% del vaccino Pfizer, aggiungendo che gli USA non resteranno a guardare. 

In Italia c’è molta confusione, eterno dibattito su lockdown sì e lockdown no: che idea si è fatto?

Sono dell’idea che l’Italia si è mostrata capace di gestire la pandemia in inverno, soprattutto al Sud, ricevendo complimenti da tutto il mondo. L’estate, probabilmente, è stata gestita con meno fermezza, facendo vincere le esigenze economiche e dando la possibilità al virus di continuare a diffondere. Pertanto, oggi, non si può non pensare di attuare misure restrittive. Credo che differenziare le restrizioni in base alla gravità della situazione sia una scelta giusta, ma senza l’aiuto del comportamento responsabile della popolazione temo che si arriverà al secondo lockdown. 

In Campania l’indice di mortalità molto basso e anche i sintomatici che sono il 95%: c’entra quello “scudo genetico” che aveva lanciato come studio o come dice l’Unità di crisi con l’arrivo del freddo potranno aumentare i sintomatici anche qui?

Ritengo che lo scenario meridionale attuale, caratterizzato da un aumento quotidiano dei contagi sia dovuto principalmente ad un rilassamento negli atteggiamenti della popolazione residente. Sicuramente, la migliore gestione della infezione ed il cambio generazionale della popolazione maggiormente esposta rende la situazione meno grave. Tuttavia, ciò assolutamente non può consentire alcun tipo di negligenza, la situazione rimane preoccupante. Per quanto concerne lo studio che i giornalisti definiscono “scudo genetico”, scientificamente esso riguarda gli antigeni leucocitari umani (HLA) che sono geni che codificano per le proteine  responsabili della regolazione del sistema immunitario nell’uomo. I geni HLA hanno un ruolo chiave nella regolazione della risposta immunitaria contro le infezioni virali. I diversi alleli (stati alternativi di un gene) di questo sistema potrebbero essere, quindi, responsabili della diversa suscettibilità al coronavirus. Valutando l’incidenza di alcuni alleli in correlazione all’incidenza del coronavirus, i nostri dati preliminari, suggerirebbero che laddove sia più alta la frequenza dell’allele HLA-B*44 ci sia una popolazione più permissiva all’infezione. Questo però non si significa affermare che l’’allele B*44 incida sul rischio di infettarsi col SARS-COV2. Probabilmente chi ha B*44 e si infetta col virus sviluppa una reazione più aggressiva da parte dell’organismo con comparsa di sintomi severi. 

Nei dati di Ecosistema Urbano 2020 in Campania l’aria delle città continua a essere molto inquinata: con il virus si è persa un po’ di tensione sulle questioni ambientali e continuano roghi e sversamenti nonostante l’impegno del ministro Costa: ci sono dati aggiornati in merito?

L’incidenza di patologie severe è particolarmente elevata in questa regione, e ciò non può essere correlato esclusivamente all’invecchiamento progressivo della popolazione poiché sono in forte aumento anche alcune neoplasie infantili o di giovani adulti. Questo dato di fatto, ormai, è stato accettato anche dalla popolazione che, attraverso i comitati, spesso scende a manifestare per il proprio diritto alla salute. In questi mesi abbiamo conosciuto la Campania come una eccellenza in ambito sanitario, ospedaliero, pertanto è il momento di agire ed il ministro Costa è assolutamente d’accordo nel contrastare la situazione.

Infine, lei coordina il programma ambiente e salute del Recovery Fund per i rispettivi ministeri: da questa crisi come bisogna ripartire per un’economia sostenibile che recuperi i territori inquinati?

Si. Attuare piani di sanità ecologica, agire tutelando la salute pubblica avrà sicuramente risvolti positivi sull’economia in generale. La sanità ecologica è una disciplina che ha l’obiettivo di curare, di avere rispetto delle persone e dell’ambiente in cui vivono. La sanità ecologica si occupa dell’interezza della persona ed ha quindi anche la finalità di creare professionisti della salute migliori ed ecosistemi vivibili. Il programma è volto ad identificare aree a rischio, individuare le dosi massime di inquinanti tollerate dall’organismo, individuare biomarcatori specifici, migliorare il sistema sanitario e attuare tutti i tipi di prevenzione necessaria per tutelare la salute.

 

Autore: Giuseppe Manzo

Journalist, press office, social media manager, blogger, author

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.