CAMPANIA ZONA ROSSA, SINDACI CONTRO: AVELLINO E BENEVENTO NON CI STANNO

I sindaci delle altre province campane sul piede di guerra. Soprattutto Avellino e Benevento a cui fa eco quello di Capri non accettano la zona rossa regionale indiscriminata mentre il primo cittadino di Caserta apre di più alla zona rossa. Sono tutti intervenuti questa mattina nella trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia e in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9.

Sulla situazione nel capoluogo sannita Mastella sottolinea: “a Benevento abbiamo 250 contagi in città, 1400 in tutto nella provincia e 2 morti in una settimana. Siamo in fondo alla classifica come contagio. Avevo già messo in campo varie restrizioni prima della zona rossa sia sulla movida che sul passeggio in centro, a differenza di Napoli, dove nessuno ha fatto nulla, io non sono stato con le mani in mano. Ho adottato misure impopolari ma l’ho per la sicurezza dei miei concittadini”. Sullo scontro tra De Luca e De Magistris il sindaco Mastella chiarisce: “è sempre una brutta storia quando c’è conflitto tra le istituzioni. Il sindaco di Napoli non ha preso però alcun tipo di misura di fronte a 2500 contagi. Sono decisioni che doveva prendere lui”.

Gli fa eco il sindaco di Avellino Gianluca Festa: “da un mese mi sto battendo affinché valga il principio di differenziare le decisioni,  ad Avellino le condizioni geomorfologiche permettono di stare in sicurezza. Fare una distinzione non sarebbe stato uno scandalo né una punizione ma avrebbe fotografato le realtà territoriali”

Con loro anche il sindaco di Capri Marino Lembo perché la sua città “non meritava” le restrizioni: “Capri non meritava zona rossa come negli altri posti dove ci sono stati impegno e sacrificio. Non dovevamo essere trattati come altri comuni che non hanno saputo contenere la situazione. Una premialità bisogna darla perché non è giusto”.

Ad accettare la zona rossa è il sindaco di Caserta Carlo Marino: “nelle aree interne la situazione è diversa ma in questo momento bisogna muoversi su un tavolo nazionale e regionale. Abbiamo superato i 1000 casi con un rapporto 1 a 10. La zona rossa ci aiuta perché diminuisce la catena dei contatti”.

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