25 NOVEMBRE, PARLA LUCIA ANNIBALI: “ALLE DONNE DICO: NON RESTATE ISOLATE, RITROVATE LA LIBERTÀ”

“Credo che la parola più bella contrapposta alla violenza sia libertà. Auguro a tutte le donne di ritrovare presto la propria libertà”. Lo ha dichiarato la deputata di Italia Viva Lucia Annibali intervenendo nella trasmissione Barba&Capelli condotta da Corrado Gabriele su Radio Crc Targato Italia e in onda dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 9.

Annibali ha raccontato il suo percorso: “ho subito 20 interventi e poi la pandemia ha inciso sulla manutenzione della mia pelle.  Ho vissuto anche un’esperienza ospedaliera dopo la violenza che ha cambiato completamente la mia vita. La paura più grande è relativa alla vista a causa dell’acido, recuperarla è stata una conquista. C’è un forte attaccamento alla vita e desiderio di non essere sopraffatta”.

In questo 25 novembre la parlamentare ha sottolineato il meccanismo della violenza subita: “l’aggressione fisica è stata la conclusione di una serie di eventi che le donne vittime subiscono. Arriva dopo tante solitudini e tanti silenzi. Nella mia testa è rimasta l’immagine del pianerottolo, indelebile nella mia mente, una parte di me è rimasta lì”.

Alle donne Annibali dice “più che coraggio bisogna chiarire a noi stesse che non siamo responsabili della violenza, non c’entriamo nulla, meritiamo qualcosa di diverso. Restare isolate è pericoloso e questo aiuto serve ma spesso arriva tardi: uscire dall’angolo. È un’azione complicata e personale ma è necessaria per trovare la libertà di cui parlo”.

Sulle politiche di contrasto Lucia Annibali ha un giudizio positivo e punta il dito contro il fattore culturale: “si è fatto tanto contro la violenza sulle donne sul piano normativo. La legislazione italiana resta avanzata, il gap è culturale con un dibattito non sempre all’altezza. Devono sparire frasi come ‘se l’è andata a cercare’ e bisogna ascoltare la storia delle donne, accogliendo le loro paure. 

Infine alla domanda se in questi sette anni è riuscita a perdonare Luca Varani risponde: “il tema centrale non è il perdono, ritengo che si debbano chiarire le responsabilità sul piano del diritto e la cosa più importante per le donne è far pace con se stesse, con la vita e con una violenza che non ci appartiene”.  

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