LE VITTIME INNOCENTI DEL 31 DICEMBRE, IL RICORDO DI LIBERA: “DISARMARE LA CAMPANIA”

Il 31 dicembre non è mai stata una data semplice. Lo ricorda Libera Campania con la memoria di coloro che hanno perso la vita in un giorno che doveva essere di festa. Giuseppe, Maikol, Carmine e Nicola sono le vittime della Campania a mano armata che con le pistole pensa di far festa o regolare conti per poi far cadere degli innocenti.

I nomi e i fatti

L’ultimo giorno del 2007 Giuseppe (nella foto in alto a sinistra), padre, marito e lavoratore, mentre era in casa a festeggiare l’inizio del nuovo anno un proiettile raggiunge il suo cuore.

Precisamente un anno dopo, nel 2008 nei Quartieri Spagnoli a Napoli, Nicola (nella foto in basso a destra), affacciandosi al balcone per chiamare il fratello di 8 anni che stava giocando in cortile, viene raggiunto da un proiettile.

Nel 2010 succede la stessa a Carmine (nella foto in basso a sinistra), che con la moglie e i due figli va a festeggiare il Capodanno a Crispano da amici, e mentre è nel cortile a godersi lo spettacolo dei fuochi pirotecnici viene colpito da un altro proiettile.

Infine Maikol (nella foto in alto a destra), un ragazzo di 27 anni che per vivere faceva il venditore ambulante, la sera del 31 dicembre 2015 a Forcella in Piazza Calenda viene colpito da una raffica di proiettili partiti dalle armi dei camorristi che con una “stesa” volevano intimidire i rivali nel traffico di droga.

“Quattro episodi che segnano le nostre città – scrive Libera – e la nostra regione. La nostra forza risiede nello stare vicino alle famiglie colpite e, insieme a loro, raccontare la storia e la vita di Giuseppe, Maikol, Carmine e Nicola. Non si può morire e non si può vivere così”.

“Ecco, se proprio vogliamo augurarci qualcosa per il nuovo anno, cominciamo da qui: spazziamo via le ingiustizie che abbiamo vissuto, elaboriamo il dolore e la sofferenza che abbiamo provato, trasformiamola in lotta per la bellezza dello stare insieme, per il cambiamento, per la ricerca della verità e per il raggiungimento della giustizia sociale. Disarmiamo la nostra regione”, conclude Libera Campania.

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