DOPO ELENCO AREE IDONEE SCORIE NUCLEARI: LA RIVOLTA DEI SINDACI DEL MEZZOGIORNO

Scorie nucleari, il Mezzogiorno sul piede di guerra. Sono bastate poche ore e il tempo di uscita delle agenzie stampa dell’elenco delle regioni e dei siti per i rifiuti radioattivi per provocare la reazione di sindaci e forze politiche di Basilicata, Puglia e Sicilia. Dalla vocazione agricola a quella turistica le amministrazioni e le forza sociali annunciano un secco no all’elenco presentato dalla Sogin con il Cnapi.

Sicilia: no dei sindaci

“Ho saputo di questa ipotesi dalla stampa e sto cercando di capirne i contorni: il governo riconosce i sindaci come autorita’ sanitaria locale quando si tratta di affrontare una pandemia ma li dimentica quando si affrontano temi come il deposito di rifiuti radioattivi. Noi diciamo ‘no’ a questa ipotesi”. Lo afferma alla Dire il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, in merito all’individuazione di un potenziale sito da destinare a Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. L’area individuata si trova nelle campagne di Trapani, tra le frazioni di Dattilo e Fulgatore. “Stiamo parlando di uno degli scorci piu’ belli del nostro territorio – dice Tranchida -, un territorio che tra l’altro si candida a Capitale della Cultura 2022. Una candidatura che punta anche sul paesaggio e sulla realta’ antropologica, culturale ed economica delle nostre campagne”

“Noi sindaci abbiamo appreso di questa ipotesi dalla stampa: sarebbe stato giusto informarci preventivamente. Conosco ancora poco di questa possibilita’ ma in ogni caso dico subito che il nostro territorio, fortemente vocato all’agricoltura, non puo’ permettersi di ospitare un deposito di rifiuti radioattivi”. A parlare con la Dire e’ il sindaco di Butera (Caltanissetta), Filippo Balbo, che commenta cosi’ l’individuazione del territorio della cittadina in provincia di Caltanissetta come uno dei potenziali punti in cui realizzare un deposito di rifiuti radioattivi. “Approfondiremo questo progetto con i tecnici ma fin da ora preannuncio che metteremo in campo tutte le nostre forze per un coinvolgimento della popolazione attraversi un referendum – aggiunge Balbo -. Non si puo’ adottare una scelta del genere senza informare e coinvolgere i cittadini”.

Puglia: rivolta sindaci del barese

Apprendiamo tutti dalla stampa oggi che Gravina, insieme ad altri Comuni del territorio murgiano e del resto d’Italia, tra i quali Altamura, Matera, Irsina, Montescaglioso, Bernalda e Genzano, solo per citarne alcuni, e’ tra le localita’ ritenute dalla Sogin (e dai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico) potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani. Lo dico subito: la nostra risposta sara’ un no secco e fermo”. È quanto scrive in un post pubblicato sui social il sindaco di Gravina in Puglia, nel Barese, Alesio Valente in merito a quanto inserito nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee pubblicata oggi e che individua in sette regioni i luoghi in cui sistemare i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attivita’. Tra questi ci sono l’area di Gravina in Puglia e di Altamura, entrambi in provincia di Bari, e Laterza nel tarantino. “Il nostro territorio e’ a vocazione agricola e turistica – ribadisce alla Dire Valente – che non puo’ essere rovinata peraltro senza neanche averci coinvolto”. Sui social spiega: “È per noi una doccia gelata: le istituzioni locali sin qui non erano mai state interpellate. Lo saranno, a quanto pare, solo a partire dai prossimi giorni, dopo la pubblicazione ufficiale della mappa dei siti potenziali. Non c’e’ spazio per trattative o valutazioni”

Potenza: “vera follia”

“Purtroppo, mentre in Italia tutto l’interesse è centrato sul problema del Covid-19, il governo nazionale tira un brutto scherzo ad alcune regioni tra le quali la Basilicata, individuata come sede di diverse discariche di materiale nucleare. Così per il governo giallo rosso la regione più verde d’Italia, con 5 zone parco, con 55 zone monitorate e protette dall’Europa per la tutela di ecosistemi mantenutisi intatti nel tempo, viene vista come un sito perfetto per ospitare scarti nucleari. Una vera e propria follia”.

È quanto afferma in una nota l’assessore all’Ambiente del Comune di Potenza, Alessandro Galella. “Anzichè puntare sulla natura protetta e intatta come un valore da tutelare e da rilanciare, per assicurare sviluppo economico e turistico – continua – la si trasforma in una possibilita’ di depositare barre di uranio impoverito, evidentemente ritenendo di non dar fastidio a nessuno. Ribadendo che “la Basilicata si opporrà a questa decisione in ogni modo possibile e immaginabile”, Galella ricorda come in passato i lucani hanno combattuto “contro questa idea assurda e torneremo a farlo come e piu’ di prima. Tuteleremo e difenderemo la nostra terra e la nostra natura da questa scellerata decisione”.

Le aree individuate in Sardegna: no di Anci

Depositi nucleari, c’e’ la mappa delle aree potenzialmente idonee ad ospitarli. In Sardegna queste zone si trovano nell’oristanese (Siapiccia, Albagiara – Usellus, Assolo – Villa Sant’Antonio, Albagiara – Assolo – Mogorella – Usellus) e nel Sud Sardegna (Nuragus, Genuri – Setzu – Turri, Pauli Arbarei – Setzu – Tuili – Turri – Ussaramanna, Gergei, Nurri, Las Plassas Pauli Arbarei Villamar, Segariu – Villamar, Guasila, Mandas – Siurgus Donigala, Ortacesus).

“Ci appelliamo a una mobilitazione generale di tutta la Sardegna per un’azione congiunta del Consiglio regionale, della giunta, dei parlamentari sardi, dei comuni, delle organizzazioni sindacali e datoriali, delle associazioni e dei comitati civici, della cittadinanza attiva affinche’ si respinga ogni ipotesi di individuazione della Sardegna quale sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive e nucleari”. Cosi’ in una nota Emiliano Deiana, presidente di Anci Sardegna.

Nel Lazio: “notizia allarmante”

“La giornata di oggi è iniziata con una notizia a dir poco allarmante. Su tutti i giornali la comunicazione che il nostro Comune, insieme a molti altri del viterbese, è stato inserito nella mappa dei siti che potrebbero ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani. Faremo di tutto per opporci a questo progetto”.

Così in una nota stampa il sindaco di Soriano nel Cimino, nel viterbese, Fabio Menicacci. “Il primo cittadino, e l’intera amministrazione comunale, si sono dichiarati immediatamente contrari all’individuazione del territorio di Soriano nel Cimino come possibile deposito per i rifiuti radioattivi”, si legge nel comunicato.

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