SCORIE NUCLEARE, IL MINISTRO COSTA CONTRO LE FAKE NEWS. E SCOPPIA IL CASO ENI AL G20

Il tema del deposito nazionale di rifiuti radioattivi ha creato polemiche e discussioni molto forti, soprattutto al Sud. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha voluto chiarire “che non è iniziata nessuna costruzione, proprio perché prima verranno ascoltati i territori”.

Secondo Costa “la Carta è frutto di anni di lavoro da parte di enti di ricerca, Ispra, Isin, l’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, e la Sogin, che hanno utilizzato mappe sismiche e geologiche, mappe idriche, criteri di esclusione e di approfondimento e hanno individuato la lista di 67 possibili aree”. E il ministro dell’Ambiente punta il dito contro “alcune fake news”.

“Non è vero che il governo vorrebbe costruire 67 depositi in giro per l’Italia – scrive Costa – il deposito è nazionale e unico. Non conterrà le scorie delle centrali nucleari estere o addirittura armi nucleari. Per gli enti locali non sono stati consultati la consultazione è appena iniziata. E nessuna decisione è stata presa nel cuore della notte ma abbiamo solo pubblicato la carta il primo giorno utile dopo il nulla osta che la ‘liberava’. Infine leggo che alcuni sindaci di città non presenti nella lista si stanno candidando: se non si è nella lista, il proprio territorio non possiede le caratteristiche tecniche per ospitare il deposito”.

La grana Eni al G20

Le tensioni per il ministro Costa e per il governo sui temi ambientali non finisce qui. Anche Greenpeace interviene sulla questione G20 di Luglio. Commentando quanto riportato da un’inchiesta pubblicata nelle ultime ore dal quotidiano Domani – secondo cui un manager di Eni sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come “referente del tavolo ambiente e energia e dei lavori preparatori dei diversi delegati ministeriali per il G20 Ambiente, clima e energia che si terrà a luglio a Napoli” – Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara: “Se confermati ufficialmente, i contenuti dell’inchiesta del quotidiano Domani tratteggiano uno scenario inquietante sulle reali intenzioni del nostro governo. Affidare a una big del gas fossile e del petrolio le trattative del tavolo ambiente ed energia del G20 è un pò come consegnare le vittime ai carnefici. Aziende come Eni, che hanno grossi interessi internazionali nell’ambito del mercato delle fossili e le cui attività hanno un impatto negativo sul clima del Pianeta, non devono essere coinvolte dai governi quando questi hanno un ruolo di presidenza di importanti vertici internazionali. E certamente, come pare accadere in questo caso, non dovrebbero avere questo ruolo nei tavoli tecnici. Ne va della credibilità dei lavori”.

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