CAMPANIA, LE DIVISIONI SU RITORNO A SCUOLA E DAD: CHI SOFFIA SUL VENTO DELLA PAURA

Oggi sono rientrati a scuola gli alunni di scuole d’infanzia e primaria fino alle seconde. In Campania e nel resto del Paese si è aperta la divisione tra i pro Dad e quelli No Dad con la ministra Azzolina che afferma “la Dad non funziona più”. Qui un’analisi pubblicata sulla sua pagina facebook dal sindacalista Usb Giovanni Pagano (a sinistra nella foto)

L’area metropolitana di Napoli, nel 2017, aveva il tasso di dispersione scolastica tra i più alti d’Italia: il 22% degli studenti abbandonava gli studi prima della fine proprio percorso (fonte Istat). La Campania era al terzo posto con il 17% degli abbandoni, dietro a Sicilia e Sardegna, stiamo parlando dei tassi più alti d’Europa.

Sono sicuro che oggi la pandemia abbia dato un contributo importante nell’aumento di questo fenomeno. La situazione era già grave 3 anni fa, in 9 mesi il Governo e la Regione avrebbero dovuto fare i salti mortali per tutelare il diritto all’istruzione di migliaia di giovani meridionali, per strapparli a quello che spesso sembra un destino già segnato.
Invece nulla.

Stanno solo alimentando la guerra tra genitori, alimentando le paure di chi pensa che la scuola non sia sicura (spesso a ragion veduta) e chi è preoccupato per il futuro dei propri figli. Chi soffia su questo vento ha delle responsabilità morali e politiche gravissime.

A pagare il prezzo della situazione attuale saranno i bambini e le bambine nate nelle famiglie più disagiate, nei quartieri di periferia, nelle casa più anguste, dove la DAD è una “malaparola” (insulto, ndr), che non vuol dire niente quando siete in 2-3 con un solo pc, sempre se siete fortunati/e. Soprattutto se parliamo di contesti nei quali i genitori sono assenti o lavorano 10-12 ore al giorno, con competenze digitali peggiori di quelle dei figli.

Quando questi bambini si perderanno saremo tutti bravi a tirare su le forche mediatiche per “lapidarli” nella pubblica piazza, però se si tratta di trovare soluzioni e prevenire, non c’è nessuno ad affollare il dibattito. I numeri parlano chiaro, l’emergenza è già oggi, non potete dire “ah non lo sapevo”.

Giovanni Pagano – sindacalista Unione sindacale di base

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