EDISON E Q8 PRONTE PER DEPOSITO DI GAS A VIGLIENA: UN’ALTRA MICCIA PER LA “BOMBA” NAPOLI EST

Un’immagine della centrale a turbogas di Vigliena dal mare

(G. M.) – A Napoli est Edison e Q8 pronte per costruire un deposito di gas naturale e liquido. In una delle aree più inquinate e più a rischio, sulla linea di costa più “nera” della Campania,  arriva un altro impianto ad impatto molto pericoloso. La stessa Kuwait Petroleum è sotto inchiesta per smaltimento di rifiuti tossici nella stessa darsena di Vigliena si trovano già la centrale Turbogas e il terminal commerciale.

Ad esprimere parere favorevole sono stati già la Regione e l’Autorità portuale mentre il ministero dell’Ambiente «ha richiesto specificazioni circa le caratteristiche dell’area oggetto dell’intervento». In un secondo parere ha dichiarato che occorre «concordare il piano dettagliato di caratterizzazione con ARPA Campania, prima dell’esecuzione dei lavori».

Nel silenzio generale di cittadinanza, partiti, Comune e associazioni a insorgere è il Comitato civico di San Giovanni con Enzo Morreale che scrive:  “in questo contesto denso di attività pericolose ed insalubri (Porto, Turbogas, Carburanti, Fogne) vogliono incrementare ulteriormente i fattori di rischio. Il PRG prevede infatti la delocalizzazione della Darsena Petroli. Non so se tutti ci rendiamo conto della gravità del proposito. La Darsena Petroli è un ordigno innescato che minaccia la vita della città intera e che produce altresì un vigoroso inquinamento.

Morreale elenca ciò che si prevede nello Studio di Fattibilità: l’Ormeggio di navi metaniere e bettoline da 4000 m3 a 30000 m3 di capacità; la costruzione di una unità di reliquefazione; il trasporto del Gas Naturale Liquido che avverrà sul molo Vigliena tramite navi metaniere/bettoline con una capacità di carico compresa da circa 7500 m3 a circa 30000 m3; lo Stoccaggio del GNL in un serbatoio criogenico atmosferico (centinaia di gradi sottozero); un’area di parcheggio, tra la ex Cirio e la ex Centrale elettrica Vigliena, nella quale transiteranno ogni giorno 100 autocisterne;

“Rivedremo pure la vecchia Torcia simile a quella della raffineria che sarà attivata in caso di pericolo; a proposito della sicurezza si afferma che sono impegnati a «limitare» e non ad escludere i rischi «in modo che gli impatti sull’ambiente e sulla popolazione siano limitati»”, aggiunge Morreale.

La Determina si conclude ricordando al «promotore del progetto» l’obbligo previsto dalla legislazione vigente relativo alla promozione della Partecipazione Pubblica non ancora avviata. Quest’ultimo passaggio sembra quasi una beffa per un’area che ha già vissuto l’esplosione dell’Agip del 21 dicembre 1985. L’area ex industriale e della periferia est con le Municipalità 4 e 6 rientrano già in un Piano di emergenza ed evacuazione per il rischio “fireball”. A questo rischio si aggiunge il gas: come il vecchio titolo di alcuni anni fa è davvero “una bomba pronta ad esplodere”

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