DEPOSITO DI GAS A VIGLIENA, INTERVIENE “TERRA”: “QUALE SICUREZZA IN AREA A RISCHIO VULCANICO?”

Un’immagine della centrale a turbogas di Vigliena dal mare

Dopo la notizia della scadenza di avviso pubblico per il deposito di Gas naturale liquido a Vigliena prevista il 15 gennaio e l’allarme del comitato civico per un impianto ad alto impatto pericoloso in una zona già densa per l’ambiente per la costa, interviene il movimento politico Terra: a ottobre aveva lanciato l’allarme per questo progetto che sarà realizzato da Edison e Q8.

“Nell’attesa di leggere il progetto ci sentiamo di porre alcune domande: Quanto saranno efficaci gli sforzi dei governi e delle aziende se si pensa alla transizione energetica come un passaggio da fonte fossile a fonte fossile?  Abbiamo tutti e tutte ben in mente le esplosioni di San Giovanni e quella molto più recente di Beirut: siamo proprio sicuri che abbia senso un deposito del genere in area a rischio vulcanico?

Perché dovremmo continuare a fidarci di Q8 dopo i processi per disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, scarico al suolo di reflui industriali e violazione delle norme di sicurezza per i lavoratori che la vedono coinvolta per il sito produttivo di Napoli Est?

Considerato che il porto incide in maniera disastrosa sulla qualità dell’aria della città di Napoli, non sarebbe più urgente e strategico investire in maniera decisa e rapida sull’elettrificazione delle banchine in modo da poter spegnere i motori delle navi in sosta e ridurre così il carico inquinante e climalterante del porto?”. Sono le domande poste da Terra.

“Pensiamo non ci sia più tempo da perdere. Ovviamente terremo d’occhio l’evoluzione del iter di approvazione del progetto di Edison e Q8 ma pensiamo che di sicuro questo piano rappresenta un approccio inefficace e perdente rispetto alla portata della sfida che abbiamo di fronte. Non si può pensare alla transizione ecologica come a una bella frase dietro cui nascondere la stessa identica idea di sfruttamento delle risorse che ci ha portato in questa situazione. Non ci sono mezze misure possibili: abbiamo bisogno di lasciare i combustibili fossili lì dove sono, sotto terra”, aggiunge il movimento politico ambientalista che in Campania era nato poco prima delle elezioni regionali.

Intanto l’avvicinarsi della scadenza preoccupa non poco la cittadinanza di San Giovanni e dei quartieri dell’area est. In attesa che il Comune e il ministero battano un colpo dopo il parere positivo di Regione e autorità portuale.

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