SECONDIGLIANO, 25 ANNI DOPO LA STRAGE DIMENTICATA: “QUI SOLO PASSERELLE”

Michele Sparaco, Alfonso Scala, Mario De Girolamo, Giuseppe Petrellese, Gennaro De Luca, Emilia Laudati, Francesco Russo, Pasquale Silvestro, Ciro Vastarella, Serena De Santis. E poi c’è Stefania Bellone, il cui corpo non fu mai ritrovato. Sono i nomi delle 11 vittime della “strage di Secondigliano”, il 23 gennaio del 1996.

Venticinque anni fa, alle 16.20, al quadrivio di Arzano al confine con i quartieri della periferia nord di Napoli erano in corso i lavori di costruzione della galleria della Strada statale 87 NC da Miano ad Arzano. Otto in tutto gli operai che lavoravano dentro il tunnel per la ditta “Scarl Arzano”. In quel momento si verificò una fuga di gas che subito dopo provocò una fortissima esplosione, a causa la perforazione di una tubatura di gas metano all’interno della galleria. L’onda d’urto prende in pieno i palazzi del quadrivio, dove l’ala di una palazzina di tre piani, quest’ultima con un’ordinanza di sgombero emanata proprio pochi giorni prima, crolla, causando un’imponente incendio e facendo franare tutto, aprendo una voragine larga circa 30 m.

Quel tunnel non è mai stato più costruito. Ogni anno da quel giorno l’associazione “Familiari Vittime della Tragedia di Secondigliano” ricorda quella strage per cui ci sono stati 20 arresti e 3 condanne. Ma quest’anno non ci sono commemorazioni.

“Per questo 25° anno festeggiamo tante persone che hanno fatto solo passerelle, mi riferisco alle istituzioni”. Lo ha dichiarato Sandro Russo, presidente associazione familiari vittime della strage di Secondigliano a Radio Crc Targato Italia.

“Tante promesse mai mantenute ai noi familiari. La cappella è in totale stato di abbandono e non si può nemmeno accedere all’interno. Per questo abbiamo deciso di non effettuare la commemorazione in segno di protesta. Ci scusiamo con i cittadini e i bambini della scuola per questa decisione ma non ci sentiamo di aprire quel monumento in quelle condizioni”, ha dichiarato Russo.

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