CAMPANIA, CAMPAGNA DI CONTROLLI NEI REGI LAGNI: I NUMERI DI SEQUESTRI, DENUNCE E SANZIONI

Foto di Giuseppe Manzo: Regi Lagni dopo un rogo nel 2017

Regi Lagni, controlli a tappeto nel cuore della Terra dei Fuochi. Nel corso degli ultimi 2 mesi, sulla scorta dei positivi effetti determinati dalla campagna lungo il corso del fiume Sarno, i Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari hanno lanciato una analoga complessa campagna di controlli con lo scopo di reprimere i fenomeni di abbandono di rifiuti e di illeciti sversamenti da parte di imprese delle aree del Bacino Idrografico dei Regi Lagni.

La storia

I Regi Lagni sono frutto di un’opera di canalizzazione e bonifica idraulica avviata, durante il predominio spagnolo in Italia, dal vicerè di Napoli Pedro Fernández de Castro nel 1610 e terminata nel 1616, sotto direzione dell’architetto Domenico Fontana, per porre fine ad un problema che da secoli attanagliava la Campania Felix: le frequenti inondazioni del fiume Clanio che tormentavano le popolazioni locali e impedivano lo sviluppo urbanistico sin dall’epoca pre – romana.

Essi sono un reticolo di canali rettilinei, per lo più artificiali, il cui bacino si estende in un’area di 1095 km² in 99 comuni della città metropolitana di Napoli e delle province di Caserta, Avellino e Benevento, che dovrebbero raccogliere le acque piovane e sorgive, convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km da San Vitaliano e Nola verso Marigliano, Acerra, Brusciano, Pomigliano d’Arco, Afragola, Giugliano in Campania e quindi al mare, tra la foce del Volturno e il Lago di Patria Campi Flegrei.

I numeri

L’attività di controllo che vede il coinvolgimento del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli con i dipendenti Nuclei Operativi Ecologici di Napoli e Caserta e dei Gruppi Carabinieri Forestali di Napoli, Avellino, Caserta e Benevento punta alla verifica del funzionamento degli impianti di depurazione e della qualità delle acque che vengono scaricate nel canale dei Regi Lagni; al controllo dei principali impianti produttivi industriali ed aziende agricole-zootecniche potenzialmente impattanti sullo stato delle acque; al controllo degli scarichi abusivi e sversamenti di rifiuti.

Complessivamente nel corso dei mesi di dicembre 2020 e gennaio 2021, i Carabinieri, nell’area del bacino idrografico del canale artificiale dei Regi Lagni (province di Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino), hanno controllato 66 attivita’ produttive ed effettuando 9 sequestri, tra scarichi abusivi e aree di stoccaggio rifiuti; denunciato all’Autorita’ Giudiziaria 29 persone; elevato 21 sanzioni amministrative per un importo pari a circa 97.437 euro.

I primi accertamenti condotti hanno permesso di constatare che le probabili cause di inquinamento possono essere ricondotte a scarichi di reflui industriali effettuati illegalmente da aziende che approfittano anche delle avverse condizioni meteo per evacuare i propri reflui; scarichi di aziende agricole-zootecniche che si disfano degli effluenti convogliandoli nei canali; scarico di reflui della rete fognaria, costituiti dal “troppo pieno” a servizio della rete stessa e/o addirittura da interi tronchi di rete fognaria non collettati ad alcun impianto di depurazione; abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere che vengono sversati sulle sponde ed all’interno del canale.

Le attività di controllo sono tuttora in corso e continueranno nel prossimo futuro, precisano i Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari

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