DAL SOLD OUT ALLA CHIUSURA PER ZONA ARANCIONE: LA “MAZZATA FINALE” AI RISTORANTI

Foto repertorio proteste ristoratori

I ristoranti chiamano i clienti alla spicciolata: “signora, domenica è zona arancione e non possiamo essere aperti”. Dal lungomare alla zona flegrea, dal vesuviano a Posillipo per il 21 trattorie, pizzerie e location erano già sold out da giovedì in previsione dei 20 gradi e della possibile zona arancione.

Invece il cambio è arrivato subito e dopodomani tutto chiuso. Fiepet (Federazione Esercenti Pubblici e turistici)/Confesercenti Napoli e Campania protestano con forza dopo le ultime decisioni relative al cambiamento di status (e alla sua tempistica) della Campania.

Con la firma del presidente e del vice presidente Regionale della Campania Fiepet (rispettivamente Vincenzo Politelli e Mirco Martucci) e del presidente e vicepresidente provinciale di Napoli Fiepet (rispettivamente Antonio Viola e Roberto Biscardi) ecco la nota diffusa: “Ancora una volta – affermano – la nostra categoria è colpita duramente. La decisone del Governo di mandarci in zona arancione comporta il fatto che siamo le uniche attività a chiudere. Siamo stanchi di decisioni a metà che non servono a sconfiggere il virus ma che certamente danneggiano tutti noi. I Ristoranti e i Bar lavorano part time in zona gialla e chiudono in due scenari su tre. Tutto ciò è insostenibile. Anche psicologicamente continuare a lavorare in assenza di programmazione è un disastro. La logica dell’apri chiudi è assolutamente devastante. Peraltro con l’avvento della variante inglese il sistema dei colori è assolutamente superato. Occorrono decisioni più chiare sulla base delle evidenze scientifiche che, lo ricordiamo, dimostrano che i ristoranti non sono vettori di contagio”.

Fiepet/Confesercenti chiedono maggiore lungimiranza nel prossimo futuro: “Il 5 marzo scade dpcm ci auguriamo che il Presidente Draghi rifletta bene sulle decisioni da intraprendere. Nel frattempo ci auguriamo che il nuovo Governo metta mano al capitolo ristori, al tema dei fitti, e valuti se è giusto e normale che le spese che ancora oggi sosteniamo non tengano conto delle enormi limitazioni alle quali siamo sottoposti.  Insomma frattanto che arrivano i vaccini, non si abbandoni una categoria che è letteralmente allo stremo. Anche per colpa di chi dovrebbe controllare e non lo fa. I danni di questa ultima chiusura – concludono- rappresenteranno la mazzata finale per tanti esercenti del nostro settore che non avranno più la forza di rialzarsi. Chi paga tutto questo?”.

Anche il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo non ha dubbi: “Gli imprenditori campani sono allarmati e disorientati. Secondo noi non si risolve così il problema dei contagi: dal nostro punto di vista o si conferma la zona gialla o meglio passare direttamente a quella rossa, con la chiusura delle attività e ovviamente con il sostegno dei ristori. La verità è che il problema degli assembramenti non lo risolviamo senza controlli più rigidi. In ogni caso è inaccettabile che queste decisioni vengano prese sempre all’ultimo momento. Non è possibile che il cambiamento dello status lo si stabilisca il venerdì per la domenica”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.