ONCOLOGIA E RICERCA INDIPENDENTE, GIORDANO: “DIFFICILISSIMA E VA SOSTENUTA”

Il 18 e 19 Febbraio si è tenuto un convegno internazionale online che ha riunito alcuni tra i principali scienziati al mondo impegnati nella ricerca sul cancro con particolare attenzione ai tumori collegati all’amianto e al mesotelioma pleurico.

Il convegno è stato organizzato e presieduto dal Professor Antonio Giordano e da Luciano Mutti (Sbarro Institute for Cancer Research Temple University), consentendo ai prestigiosi relatori di condividere i risultati della loro ricerca d base.

“In campo oncologico la lievitazione dei costi dei farmaci antineoplastici (come  quella dei cosiddetti immuoterapici) ha fortemente ostacolato nella ricerca di base il raggiungimento di risultati. La sperimentazione, infatti, è per lo più controllata dalle Aziende farmaceutiche – ha dichiarato il professor Mutti.

“Ciò rileva maggiormente per tumori a relativa bassa incidenza come il mesotelioma pleurico.  Per questa patologia si applica un modello basato sul “provare” farmaci che hanno dimostrato una qualche attività in altre neoplasie. La bassa incidenza di questo tumore nella popolazione scoraggia l’impiego di risorse maggiori per sviluppare farmaci più specifici” ha concluso Mutti.

Il professore Giordano ha aggiunto: “nel corso di questo meeting, un paio di presentazioni hanno letteralmente demolito l’uso indiscriminato dell’immunoterapia in oncologia. Più in particolare, questo trattamento prevede costi assai più elevati di qualunque altra terapia, quindi andrebbe riservata a quelle patologie per le quali la ricerca di base ci suggerisce l’efficacia2.

Il professore Bruce Spiess dell’Università di Tampa in Florida ha concluso: “mi interesso di ossigenazione dei tessuti da 35 anni e sono rimasto davvero sorpreso da come la ricerca oncologica abbia privilegiato approcci assai più costosi prima di valutare condizioni biologiche modificabili con farmaci già esistenti”.

Del medesimo tenore le dichiarazioni del Professor PP Correale, Primario di Oncologia a Reggio Calabria e della dottoressa Pentimalli (Istituto Pascale):  “è difficile, a volte, discostarsi dalle linee di ricerca più conosciute ma questo non significa che non lo si debba fare”, affermano in perfetta sintonia  i due ricercatori.

“La ricerca indipendente è difficile, difficilissima.  Proprio per questo va sostenuta ed alimentata.  L’attuale modello di ricerca, finanziato dalle principali aziende farmaceutiche dovrebbe essere superato in favore di un sistema che prediliga i dati, e non le convenienze del momento”, conclude il Professor Giordano.

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