NAPOLI, LAVORATORI CULTURA E SPETTACOLO: IL GIORNO DELLA RABBIA

Lavoratori della cultura e dello spettacolo, il giorno della rabbia e della protesta davanti ai teatri di Napoli. “Oggi siamo nelle principali piazze italiane e chiediamo di aprire un tavolo di confronto ministeriale per una riforma del settore”.

A sottolinearlo è Salvatore Cosentino, tecnico audio e componente del coordinamento arte e spettacolo Campania, rete che ha organizzato un sit-in fuori al teatro Mercadante di Napoli.

A scendere in piazza attori, tecnici, musicisti, maschere che lavorano in cinema e teatri, ma anche titolari di aziende che si occupano di service nei settori dello spettacolo, concerti, danza, teatro. La manifestazione si e’ spostata per alcuni minuti fuori alla stazione marittima, dove i lavoratori hanno attuato un blocco stradale per alcuni minuti. Ora sono diretti in corteo verso la sede dell’accademia delle Belle arti.

Davanti all’ingresso del Mercadante sono stati esposti due striscioni con la scritta “Il lavoro non e’ un favore” e “Le briciole aumentano la fame”, mentre sono diversi i cartelli e gli slogan di protesta contro il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Migliaia di lavoratori in quest’ultimo anno non hanno potuto lavorare. Molti sono stati esclusi dal bonus e la finta riapertura estiva non basta di certo a dare un salario a queste persone. Siamo in piazza – ha proseguito Cosentino – a un anno esatto dalla chiusura di teatri, locali, luoghi di concerti e spazi di musica. Il governo Draghi e’ appena nato, ma ha gia’ chiarito quello che intende fare anche per nomine fatte: con Franceschini si vuole ripercorrere un passato che non ci piace e Brunetta torna al governo, una persona che qualche anno fa ha invitato i lavoratori dell’arte a cambiare mestiere”.

“I bonus – ha aggiunto – hanno raggiunto solo una parte dei lavoratori ed era cifre che bastavano forse a far sopravvivere una sola persona, non intere famiglie. I bonus non ci bastano, serve una riforma che eviti l’estrema precarizzazione del settore, un problema che esiste a prescindere dal Covid”.

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