I NUMERI DEL CONTAGIO NELLE CARCERI CAMPANE: ECCO IL PIANO PER LE VACCINAZIONI

Ad oggi 4 marzo la situazione campana dei contagi nel pianeta carcere conta 22 contagiati di cui 8 a Poggioreale, 7 a Secondigliano, 6 a Carinola e 1 ad Avellino. Sono invece 53 i contagiati tra gli agenti di polizia penitenziaria di cui 6 in terapia intensiva. Negli ultimi mesi nella nostra Regione i contagiati sono stati 1644: 862 agenti, 724 detenuti, 58 operatori penitenziari. Tra di loro, ci sono stati 10 morti: 5 agenti, 4 detenuti e 1 medico.

Questi sono numeri della situazione pandemica all’interno degli istituti penitenziari campani.

Durante la riunione tecnica di oggi dell’Osservatorio Regionale per la Sanità Penitenziaria, a cui hanno partecipato come di consueto i dirigenti  e i responsabili sanitari penitenziari, il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, il Garante campano dei detenuti e i rappresentanti del Dipartimento di giustizia minorile della Campania, è stato stilato un documento tecnico e operativo condiviso per l’avvio della campagna vaccinale che riguarderà agenti, personale penitenziario e detenuti che ne facciano richiesta.

“Tale documento – sottolinea Samuele Ciambriello – dal titolo ‘Indicazioni per la programmazione della vaccinazione anti Covid-19 in ambito penitenziario’ impegnerà gli organi regionali ad adottare tutte le misure necessarie e gli opportuni provvedimenti di competenza. Arrivano purtroppo pochi vaccini nella nostra regione, con un conseguente arretrato anche per gli ultraottantenni e le categorie successive alla fase 1 del piano nazionale delle vaccinazioni”.

“Credo che anche nella nostra Regione, per la metà di marzo, realisticamente, per i setting a rischio quali istituti penitenziari e luoghi di comunità partirà la campagna vaccinale. La particolare condizione a cui sono sottoposte le persone ristrette richiede una valutazione equa della vulnerabilità a cui sono esposte.  Non solo l’accesso prioritario al vaccino da parte del personale penitenziario e ai ristretti, ma anche il vaccino contro l’indifferenza verso quelle misure alternative alla detenzione che alleggerirebbero notevolmente il pianeta carcere da ulteriori vittime di tale pandemia”, conclude il Garante dei detenuti.

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