SFIDUCIATO NEL GIORNO CHE FINISCE SOTTO SCORTA PER MINACCE: IL CASO DEL SINDACO DI BRUSCIANO

La sfiducia della sua maggioranza nel giorno in cui riceve minacce.  Accade al sindaco di Brusciano Giuseppe Montanile.

A denunciare pesantemente il fatto è anche il senatore Sandro Ruotolo che non usa mezze misure: “Vorrei che ognuno di voi sentisse il bisogno, come lo sento io, di esprimere la solidarietà al sindaco di Brusciano, comune del napoletano. Il sindaco Giuseppe Montanile è finito sotto scorta per aver denunciato due persone che sono state successivamente arrestate, perché avrebbero tenuto sotto sequestro un ragazzo. È una storia, l’ennesima storia di camorra. C’è un quartiere a Brusciano di edilizia popolare che è diventato una piazza di spaccio, un vero e proprio supermercato all’aria aperta, come una volta era Scampia o come oggi è il parco Verde di Caivano. Quando si è minacciati il mondo ti crolla addosso. Sei preoccupato soprattutto per la tua famiglia, per i tuoi cari. E la solidarietà serve, eccome se serve. Ti fa sentire meno solo, protetto non solo dallo Stato ma dalla società civile”.

“Questa di Brusciano è anche una storia indecente – prosegue il senatore – perché contemporaneamente al gesto di responsabilità civile del primo cittadino la sua maggioranza in consiglio comunale ha firmato insieme all’opposizione le sue dimissioni. Si, è una storia indecente che ci fa capire anche il bisogno di lavorare sul territorio come società civile per ripristinare la legalità. Non si vincono malaffare e camorra se istituzioni e società civile non interagiscono. Caro sindaco Montanile noi stiamo con Lei. La camorra è una montagna di merda”

L’annuncio della sfiducia

“Da agosto del 2020 siamo usciti dalla maggioranza che sosteneva Giuseppe Montanile per evidenti incompatibilità con il sindaco e la sua gestione. Dopo mesi, altri consiglieri ci hanno seguito: rivendichiamo, dunque, una coerenza che è tutta politica e amministrativa, legata esclusivamente a divergenze sulle cose da fare e sul modo di affrontare le questioni dell’ex primo cittadino”. A dichiararlo sono Rocco Travaglino e Giuseppina Sposito, ex consiglieri comunali di Brusciano che fanno parte dei 14 (su 16 in totale) che hanno firmato le dimissioni contemporanee dal consiglio, determinando lo scioglimento dell’assemblea degli eletti.

Aggiungono i due: “Da mesi abbiamo una posizione critica verso il sindaco e più volte abbiamo spiegato che la fine anticipata dell’esperienza amministrativa sarebbe stata la soluzioni migliore: oggi prendiamo atto che il nostro punto di vista era ed è maggioritario”

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