VORAGINI, SCIOPERI, BLOCCHI STRADALI E SINDACI MINACCIATI: NAPOLI, GIORNO PRIMO DELLA ZONA ROSSA

Giuseppe Manzo – Scioperi, blocchi stradali, occupazioni, bus che sprofondano nelle voragini. In provincia ordigni e sindaci sotto scorta. Benvenuti a Napoli e nel suo hinterland, giorno primo dell’ennesima zona rossa: un anno dopo. La città non è quella di un anno fa, paura e tensioni sociali sono un mix esplosivo mentre il palazzo comunale vive gli ultimi giorni di una stagione amministrativa e non ha più una guida.

Il blitz: lotta per il lavoro

Un gruppo di disoccupate e disoccupati ha occupato il lungomare partenopeo dopo un sit-in che si è svolto fuori alla sede della Regione Campania. Il blocco stradale è terminato quando da palazzo Santa Lucia è stata annunciata la volontà di ricevere i manifestanti.

“Abbiamo mandato email, pec, lettere, eppure solo quando si creano problemi di ordine pubblico – ha spiegato Eduardo Sorge del movimento 7 novembre – ci ascoltano e ci dicono che i problemi si possono risolvere. Da Mattarella a de Magistris nessuna istituzione ha detto che questa crisi e questi licenziamenti hanno riguardato soprattutto le donne. La questione oggi è l’oppressione di genere, la condizione salariale discriminatoria, i licenziamenti e la precarietà”.

 

Poche ore dopo il movimento Non una di meno occupa palazzetto Urban dove si trova il centro antiviolenza del Comune di Napoli: “non rispondono nemmeno al telefono”. Le tensioni investono anche il presidente De Luca che in visita all’Hitachi era “atteso dagli operai Whirlpool: “È evidente che la trattativa deve essere presa in mano dal governo nazionale e probabilmente dall’Europa. Non è possibile – attacca De Luca – che ogni volta dobbiamo fare la guerra per avere qualcosa al Sud, e a Napoli in particolare. Il mio impegno è quello di chiamare Giorgetti per parlargli personalmente, normalmente nell’interlocuzione con me ha mantenuto gli impegni vedremo in questo caso”.

Sul fronte trasporti lo sciopero Usb ha visto punte di adesione del 70% secondo il sindacato ma qualche bus Anm era in giro e poteva finire in tragedia: sprofonda in una enorme buca in via Aniello Falcone.

Bombe, raid e intimidazioni

Infine, sul fronte legalità e criminalità organizzata la provincia è attraversata dai casi di Somma Vesuviana dove si ripetono esplosioni di ordigni e di Brusciano con il sindaco Montanile sfiduciato e sotto scortato. E questa mattina brutto risveglio anche per la Fondazione Polis: “Stamattina, nel recarci a lavoro presso i nostri uffici, siamo stati accolti da una bruttissima sorpresa: uno dei nostri pannelli, raffigurante la Sala della Memoria dedicata alle vittime innocenti della criminalità, è stato distrutto”. Così in un post la fondazione, strumento operativo della Regione Campania per il sostegno alle vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati.

Qui Napoli, giorno primo della zona rossa. Giornata infinita di una città metropolitana che è una pentola pronta ad esplodere.

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