IL DESTINO DI NAPOLI EST: IL FUTURO DEL MARE NEL CONFRONTO AUTORITÀ PORTUALE-COMITATI

( G. M. ) – Dopo oltre 20 anni di battaglie la linea di costa dei Napoli Est potrebbe essere a una svolta. Almeno rispetto al metodo del rapporto tra Autorità portuale e territorio. I comitati sono soddisfatti ma restano attenti all’evolversi del percorso e sottolineano ancora le criticità sull’impatto ambientale.

Gli ormeggi di scarico e i relativi depositi di GNL, previsti a Vigliena, sono stati definitivamente accantonati. Lo ha annunciato il presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata durante l’incontro via zoom promosso dal senatore M5S e residente nell’area est Vincenzo Presutto.

Ed esprimere soddisfazione e al tempo stesso alcune criticità è stato Vincenzo Morreale del Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio, tra i principali attivisti del destino dell’area di costa a est della città. “Per risolvere il problema – scrive Morreale – tra le varie ipotesi non esclude quella di costruire un impianto ‘offshore’ (cioè al largo). L’idea formulata ripropone di fatto quella contenuta nel PRP, variante 2012, che prevede appunto la costruzione di una piattaforma petrolifera collegata tramite condotte sottomarine all’oleodotto. In sostanza si deduce pure che la dislocazione dell’area petroli resterebbe immutata, e persino accresciuta, rimandando ancora la questione della sua delocalizzazione”.

La questione merci. Sui nuovi moli di Vigliena si arriverà a 1 milione di Teu che poi deve essere smaltito verso le su destinazioni. Al trasporto su ferro, molto oneroso, si preferisce quello su gomma altamente inquinante ma il porto di Napoli è una rotta commerciale strategica nel Mediterraneo e quindi sarà al centro di questo sviluppo.

“Il presidente – ha aggiunto Morreale – ha dichiarato che nelle prossime settimane per quello che concerne la definizione della nuova pianificazione portuale (Documento di pianificazione strategica di sistema), intende avviare una consultazione pubblica così come del resto suggerisce lo stesso ordinamento. Dalle sue considerazioni non mi pare che sia emersa la rinuncia definitiva a ricomprendere la linea di costa Orientale nel perimetro portuale. Ha sostenuto che vuole definire le scelte con il consenso della realtà locale. In ogni caso la sua disponibilità è importante ed avremo modo di verificarla”.

Alcune domande, secondo Morreale, sono rimaste inevase: “ho chiesto, insieme ad altri, informazioni sul progetto del restauro conservativo del Forte di Vigliena previsto espressamente nelle prescrizioni del Decreto Via che obbliga il Porto di Napoli ad intervenire. Altra domanda rimasta senza risposta è stata quella di conoscere il progetto concernente la ex Cirio di Vigliena finanziato con dieci milioni di euro nel “Programma Triennale delle Opere”.

“Personalmente ritengo che la discussione sulla destinazione della parte restante del litorale sia tutt’altro che conclusa. Non credo che per le aree in oggetto ci si appresta a prevederne, automaticamente, una destinazione per usi sociali. Visti i precedenti, per quanto mi riguarda, mi sforzerò di rimuovere la diffidenza attenendomi esclusivamente ai fatti”, conclude il portavoce del comitato civico San Giovanni.

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