NAPOLI SOTTERRANEA: NUOVO SCONTRO A SINISTRA TRA DEMA E POTERE AL POPOLO

Si chiama Napoli sotterranea il nuovo capitolo di scontro tra ex alleati a sinistra. Questa mattina si è svolto in Piazza Municipio un presidio degli ex lavoratori di Napoli sotterranea, con le attiviste e gli attivisti dell’Ex Opg e di Potere al Popolo che hanno richiesto un incontro urgente con l’Amministrazione comunale dopo la sentenza del Tar. Secondo Pap e Ex Opg “è stato favorito nei fatti Vincenzo Albertini, patron di Napoli sotterranea, condannato per sfruttamento del lavoro nero e violenza sessuale”. Al presidio erano presenti anche rappresentanti dell’USB Slang che sono intervenuti a sostegno dei lavoratori.

“Il Comune avrebbe dovuto approvare un piano di valorizzazione del bene come stiamo rivendicando da tempo insieme con gli ex lavoratori del sito. Adesso la misura è colma, pretendiamo risposte concrete, basta chiacchere. Per questo presenteremo con la senatrice Paola Nugnes un’interrogazione parlamentare al Ministro Franceschini” ha dichiarato Giuliano Granato, Coordinatore Campano di Potere al Popolo.

La risposta dell’Amministrazione comunale

“L’amministrazione della città di Napoli ha già espresso in modo netto la propria volontà di definire una gestione diretta del complesso caveario concesso a Napoli Sotterranea dall’Agenzia del Demanio. Tale volontà si è manifestata in modo chiaro nel mancato rinnovo della concessione all’ ‘Associazione Culturale Napoli Sotterranea’ da parte dell’Ente, azione che ha portato il legale rappresentante dell’Associazione a ricorrere al TAR”.

Inizia così la replica dell’Amministrazione guidata da Luigi de Magistris alle richieste non senza dure critiche di Potere al Popolo.  E prosegue: “la sentenza del TAR del 24 marzo 2021 non entra nel merito del rapporto tra il Concessionario e il Comune di Napoli, ma annulla il provvedimento di trasferimento dell’Agenzia del Demanio del 26 novembre 2015, con il quale veniva trasferito il sito di Napoli Sotterranea al Comune di Napoli e, contestualmente, dichiara improcedibile il ricorso proposto verso questo Ente. Non, dunque, un’attribuzione di responsabilità nei confronti del Comune, quanto, piuttosto, l’annullamento, a carico dell’Agenzia del Demanio, del trasferimento del bene, insieme con tutti gli atti conseguenti. Una sentenza che stralcia, infine, dalla discussione, anche i verbali degli organismi preposti alla tutela del bene. La volontà politica dell’amministrazione si è dunque concretizzata in una attività amministrativa coerente, oltre che di verifiche e accertamenti circa la tutela del bene stesso. La sentenza del Tar, annullando il trasferimento del bene, ne riduce i margini di azione”.

“La materia di gestione e di trasferimento dei beni demaniali agli enti locali è di così recente formazione che complica, dal punto di vista amministrativo, una vicenda che sul piano politico aveva invece dei contorni ben chiari definiti che si sono manifestati nell’azione concreta, posta in essere dall’amministrazione in questi anni, di mancato rinnovo della concessione”, conclude Palazzo San Giacomo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.