LA VIA CRUCIS DEGLI EX LAVORATORI MONTEFIBRE DI ACERRA: “SIA RICONOSCIUTA NOSTRA ESPOSIZIONE AD AMIANTO”

Giuseppe Manzo – Ad Acerra c’è una via Crucis silenziosa e dimenticata. È quella di chi ha lavorato alla Montefibre, ammalandosi e poi perdendo il lavoro. Il comitato ex lavoratori Montefibre scrive a tutte le istituzioni: chiedono sia riconosciuta la loro esposizione ad amianto e agenti cancerogeni.  Lo chiedono al ministero del Lavoro in una lunga memoria che ripercorre la storia del sito industriale nella città dove ora c’è l’inceneritore ed è al centro della terra dei fuochi.

Il grido dei lavoratori arriva dopo anni di battaglie anche legali e che si trova oggi a dover elencare lutti, sofferenze e malattie: “abbiamo assistito a tentativi per infangare il nostro nome e le nostre competenze che senza togliere nulla a nessuno fanno parte di una professionalità inattaccabile , ci sentiamo spesso abbandonati al punto di assistere allo stillicidio delle vite dei colleghi che forse con ulteriori problemi oltre alla perdita del posto di lavoro, assistendo , a separazioni coniugali , altri invece con problemi psicologici, se è vero che il lavoro nobilita l’uomo in questi anni si sono persi onore, dignità e salute”.

Oltre a questo mancato riconoscimento vi è la beffa del lavoro che non c’è. E l’atto di accusa è contro le istituzioni: Le istituzioni non sono state nemmeno capace di ricollocarci nel Termovalorizzatore che è stato un scambio e noi pedine da essere utilizzare per sviare il problema forse più importate delle vite lavorative. Vorremmo sentire le voci diventare un’unica voce che rivendica il diritto di una vita degna di essere vissuta e non una condanna,vorremmo che tutti reagissero riprendendosi le aziende che alla fine sono nostre poiché le abbiamo create, finanziate con soldi pubblici, fatte crescere, ampliate, migliorate con tutto le conoscenze che abbiamo maturato sul campo. Siamo stanchi di assistere a scene di disperazione che avvolgono coloro che sono già disperati , siamo stancati di dover in qualche modo cercare di vivere con tutta questa tristezza addosso. Ciò che vagliamo non deve essere svenduto ma deve essere conquistato esattamente come dopo tanto peregrinare abbiamo fatto noi prima di riuscire a trovare un impiego che pochi anni fa era stabile e ti permetteva anche di sognare e costruire un futuro migliore, oggi non c’è più un futuro e si tende a sprofondare solo verso il peggio se non rimette al centro l’individuo e i suoi sogni”.

Nelle oltre 37 pagine i lavoratori mostrano carte e perizie del tribunale di Nola dove si attesta la presenza di sostanze cancerogene a partire dall’amianto.  “In oltre 120 casi su 307 con causa di morte definita il rapporto tra i valori della Coorte esaminata ed i casi attesi supera il valore di accettabilità e ciò significa che la Società ha responsabilità: sulla carenza e/o omissione di informazione, di controllo sull’utilizzo dei mezzi protettivi individuali durante la manipolazione delle sostanze ritenute tossico-nocive; ma soprattutto per non aver avviato periodicamente i lavoratori a specifica Sorveglianza Sanitaria Preventiva, come previsto dalla legge vigente”.

“Ci si chiede come mai, nonostante, tali constatazioni dimostrate a livello giudiziario non sia stato emanato, ancora, un Atto di Indirizzo Ministeriale (comunque Atti discriminanti al diritto di ogni lavoratore che è stato esposto ed a cui si chiede la dimostrazione di esserlo stato)”, domanda il Comitato.

Al parlamento viene chiesto di emanare il Decreto Attuativo del Fondo Vittime Amianto previsto dalla legge 244 del 24 dicembre 2007  e che sia estesa “la Sorveglianza Sanitaria Preventiva a tutti i lavoratori, sia per i dipendenti diretti che le maestranze dell’indotto, che preveda l’indagine sanitaria alle eventuali sostanze classificate pericolose (tossiche, nocive, cancerogene, mutagene etc) utilizzate nel sito industriale dello stabilmento ex Montefibre , di Acerra”

Il comitato inoltre vuole che “i lavoratori vengano inseriti negli Atti di Indirizzo Ministeriali, che preveda la riapertura dei termini per gli aventi diritto (senza alcuna discriminazione) ed il riconoscimento dell’esposizione, estesa, fino a quando è iniziata la bonifica (Sentenza del TAR n. 5750 / 09 del 18 giugno 2009)”

Serve una risposta da Roma per riconoscere l’esposizione di centinaia di lavoratori in quell’azienda per anni. Lo chiedono dopo decenni di sofferenze e per la memoria di chi non c’è più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.