“DOPO IL TRAM D’EPOCA IL COMUNE DI NAPOLI VENDE I TRENI DELLA LINEA 1”: LA DENUNCIA DI M5S

Il Comune di Napoli vende 10 vetture della Linea 1 della metropolitana. Ad annunciarlo con non poche polemiche è il Movimento 5 Stelle con i portavoce Matteo Brambilla e Marta Matano.

“Non è bastato ad ANM di cercare di liberarsi di quelli che hanno chiamato ‘ferrivecchi’, ovvero di Tram che in altre parti d’Italia ed Europa valorizzano dando loro una seconda vita, ma, recidivi, ci riprovano”, scrivono i due esponenti grillini.

E aggiungono: “è uscita infatti una nuova manifestazione di interesse per la alienazione di 10 Unità di Trazione (UDT) Linea 1 Metropolitana, ferme nel deposito di Piscinola, senza obbligo di demolizione. Cinque di queste sono non marcianti, e vendute a 18.000 euro/cad di base d’asta, mentre le altre 5 sono fuori servizio “causa debito manutentivo”, vendute a 250.000 euro/cad di base d’asta”.

“La domanda ci sorge spontanea – si chiedono Brambilla e Matano – con un servizio pubblico ridotto al lumicino, l’azienda di trasporto pubblico decide di ridurre ulteriormente il parco delle unità di trazione linea 1, con la conseguenza che ci saranno sempre meno convogli a disposizione degli utenti, con aumento esponenziale della possibilità di fermi linea in seguito a guasto sulle ormai pochissime unità di trazione disponibili”.

“In tutti questi anni – proseguono i due portavoce pentastellati – si è lasciato che il parco convogli linea 1 si riducesse drasticamente, senza investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, aspettando solamente l’arrivo dei nuovi elettrotreni, che non avverrà a breve: come intende garantire un trasporto pubblico degno della terza città d’Italia, questa Amministrazione?”

“Non solo non è in grado di dare un minimo servizio, ma addirittura si vendono i convogli che non si è stati in grado di manutenere, lasciando ad altri la possibilità di valorizzarli. Chi ha provocato questo danno economico e di disservizio continuo ai cittadini, deve soltanto chiedere scusa e farsi da parte”, concludono Brambilla e Matano.

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