SCAMPIA, TRA MEMORIA E IMMAGINARE IL FUTURO: IL 9 APRILE LA DIRETTA DEL COORDINAMENTO TERRITORIALE

“Partiremo dalla nostra storia per comprendere cosa è avvenuto sulla Municipalità 8 di Napoli, analizzando un lasso di tempo utile ad una analisi storica che ci proietti verso l’immaginazione di un territorio abitato e abitabile nel senso più nobile del termine”. Il Coordinamento territoriale Scampia promuove un incontro on line per discutere di memoria e futuro del quartiere.

Si terrà il 9 aprile alle 21.15 in diretta video dalla pagina facebook del Coordinamento con l’avvocato Nicola Nardella, l’architetto Antonio Memoli e la ricercatrice del Cnr Silvana Pagliuca. A condurre il dibattito sarà la giornalista Taisia Raio.

“Inizieremo questo nostro momento di confronto interrogando esperti del settore – scrive in una nota il Coordinamento – chiedendo loro di esprimere la spregiudicatezza o la pacatezza che ha dilaniato parte del passato e che tiene nella morsa parte del futuro. Per questo abbiamo pensato ad un format innovativo alternando la discussione sui luoghi della memoria in termini anche politici e prospettici, al concetto di bellezza abbinato all’arte – questa interazione programmatica ci permetterà di attraversare con più leggerezza il nostro giro a tappe”.

Un ulteriore obiettivo di questa iniziativa è quello “di far appassionare i cittadini alla conoscenza delle proprie radici, alla partecipazione verso un territorio che sarà, e che essenzialmente deve partire dal ricordo su come si viveva, alla meditazione su come si vive, all’immaginazione su come intendiamo vivere”.

Napoli è alla vigilia delle elezioni comunali e lo spazio metropolitano dell’8 Municipio è stato attraversato da trasformazioni radicali. “Cogliere lo spiritus loci non vuol dire restaurare una coscienza di luogo, e già non sarebbe poco, ma significa provare ad intuire la direzione verso cui le trasformazioni urbane si stanno dirigendo. Proveremo ad indagare il passaggio da una zona a vocazione agricola, ricca di un significativo patrimonio ambientale, ad un ‘non luogo’, concepito urbanisticamente senza un centro, accumulatore di solitudini, svilito in ogni vocazione produttiva. Dalla zona collinare, in cui i casali e la selva sono ridotti o relegati all’oblio, fino a Scampia, luogo in cui non si è mai veramente provato a governare le trasformazioni, tutto si è determinato come un processo caotico e disumano. Ma esistono delle prospettive diverse?”, conclude la nota.

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