GAS A NAPOLI EST, EDISON E Q8 CHIEDONO VALUTAZIONE AMBIENTALE E SCATTA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Le multinazionali vogliono un deposito di Gas Naturale Liquido sulla costa di San Giovanni

( G. M. ) – Non si arrendono Edison e Q8. Vogliono il deposito di Gas Naturale Liquido a Napoli Est, nel posto peggiore dove si possa immaginare di farlo. Lo aveva detto anche il presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata durante l’incontro con i comitati del territorio. E ancora prima al tavolo con l’Amministrazione Comunale.

Le due multinazionali, però, hanno avanzato la richiesta per la Via: Valutazione Impatto Ambientale. Una procedura che ora chiama in causa il ministro Cingolani a capo del dicastero per la Transizione ecologica: bisogna spiegare che transizione potrà dare un ennesimo impianto sensibile in un’area industriale già Sin (Sito interesse nazionale) dove le bonifiche si attendono da alcuni decenni.

In parlamento promette battaglia il senatore M5S Vincenzo Presutto. “si apprende la notizia che Edison e Q8 hanno presentato al ministero per la Transizione ecologica, la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale, propedeutica all’autorizzazione per il deposito GNL nel porto di Napoli. Si tratta di un tentativo grossolano e pericoloso di soprassedere quelle che sono gli inequivocabili dinieghi che le istituzioni territoriali hanno già espresso”.

Così dichiara in una nota il senatore che, sulla questione, depositerà nelle prossime ore un’interrogazione parlamentare al ministro Cingolani. “Il presidente dell’Autorità portuale Andrea Annunziata – spiega il senatore – si è espresso in maniera sfavorevole in merito alla localizzazione di un deposito GNL nel porto di Napoli, evidenziando la volontà di agire in autotutela al fine di bloccare quella che ha definito come ‘una forzatura pericolosa per il porto e per tutta l’area di Napoli Est’, supportato dai numerosi comitati di quartiere preoccupati per le possibili conseguenze derivanti dalla realizzazione di un deposito costiero GNL in un’area con caratteristiche particolari.

“La zona in questione – precisa Presutto – infatti, ricade in un’area Sin fin dal 1999, è stata dichiarata zona rossa dalla Protezione civile ed è considerata ad altro rischio vulcanico e sismico. La stessa inoltre e’ attualmente fortemente urbanizzata con elevata presenza di scuole, uffici e civili abitazioni ed appare evidente come l’eventuale necessità di provvedere ad un’evacuazione immediata poco sia compatibile con un eventuale deposito costiero di gas naturale liquefatto. Il punto di vista del presidente Annunziata è stato pienamente condiviso con le amministrazioni locali che si sono impegnate a richiedere nuovamente al ministero della Transizione Ecologica un incontro per presentare il piano di trasformazione in chiave di transizione ecologica dell’Area Orientale. Lo stesso presidente della Regione Campania, De Luca, si è già espresso circa una reale riqualificazione e valorizzazione ambientale del territorio campano, già avviata con numerosi progetti nella Regione”. 

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