RACKET E CONTRABBANDO: A NAPOLI MATTINA DI ARRESTI, NEL MIRINO CLAN DELLA ZONA EST

Racket: scacco ai clan di Napoli Est. Sei persone sono finite in manette con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra le persone sottoposte ad indagini ci sono Salvatore D’Amico, alias O’ Pirata, esponente del clan D’Amico di San Giovanni a Teduccio, articolazione del più importante clan Mazzarella, e Massimiliano Baldassarre, detto O’ Serpente, soggetto ritenuto legato a contesti di camorra nel territorio di Sant’Anastasia. L’operazione è stata condotta dagli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri.

Due delle sei persone colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere erano già detenute per altra causa. Le altre quattro, tra cui una donna, erano libere. La vicenda, che ha portato il Gip di Napoli a emettere il provvedimento su richiesta della Dda partenopea, parte dalla denuncia sporta nell’ottobre del 2017 da un soggetto di origine napoletane, già titolare di un’attività commerciale, poi trasferitosi in provincia di Varese. Dai fatti contestati emerge che la vittima, quattro anni fa, si rivolgeva a un suo ex cognato per ricevere un prestito di 4.700 euro con la promessa di restituire l’intero capitale oltre a mille euro a titolo di interessi.

Per la restituzione dei soldi, il denunciante aveva incaricato il fratello che, nell’eseguire il pagamento, veniva tratto in inganno da uno dei soggetti colpiti dal provvedimento, consegnando ai presunti estorsori 3.900 euro. Per farsi consegnare il denaro mancante, D’Amico avrebbe minacciato il fratello del denunciante intimandogli anche che, se non avesse consegnato la somma richiesta, avrebbe portato via tutte le auto dei suoi parenti su Napoli. Diversi sarebbero gli episodi di minacce e violenze accertati nel corso delle indagini.

Contrabbando sigarette: 4 arresti

Sempre stamattina è stata sgominata a Napoli un’associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Quattro le persone indagate, due finite agli arresti domiciliari (Vincenzo e Matteo Cotumaccio di 54 e 21 anni) e due destinatarie di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (Pasquale Buccolo di 65 anni e Vincenzo Bonetti di 51 anni), gravemente indiziate di aver introdotto in Italia dai Paesi dell’Est Europa, attraverso trasporti su gomma, sigarette di contrabbando destinate ad alimentare il mercato clandestino campano. Due di essi risultano anche aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza.

 Dalle indagini è emerso che l’organizzazione ha movimentato complessivamente oltre 10 tonnellate di sigarette di contrabbando. L’operazione, denominata ‘Emiro’, è stata eseguita stamattina dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia partenopea, che hanno dato esecuzione, tra i quartieri San Giovanni a Teduccio e Secondigliano di Napoli e i comuni di Giugliano in Campania e Melito, a un’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Napoli.

Le indagini sul caso avevano gia’ portato nel mese di agosto del 2019 all’arresto di un pregiudicato e al sequestro di oltre 4 tonnellate di sigarette di contrabbando

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