FIUME SARNO, LA MURA (GRUPPO MISTO): “DA COSTA PROPOSTA DI RIPRISTINARE IL SITO SIN”

“Ho organizzato un confronto online sul Fiume Sarno che ha ottenuto notevole riscontro, sia per la partecipazione dei cittadini che per le proposte fatte dagli invitati, primo fra tutti il Generale Sergio Costa”, così la senatrice pompeiana in commissione Ambiente Virginia La Mura che ha organizzato l’evento on line “Fiume Sarno, un percorso verso la legalità”.

All’evento hanno preso parte, oltre all’ex ministro Sergio Costa, le parlamentari Carmen di Lauro e Luisa Angrisani, la dott.ssa Maria Cava, portavoce di Vera Corbelli (Segretario generale Autorità bacino di distretto Appennino meridionale), Luca Reale (Comandante del Porto Torre Annunziata), Antonio Crescenzo (Presidente dell’ente parco del fiume Sarno), Rosario D’Angelo (Presidente del Consorzio di bonifica del Fiume Sarno), Alfonso De Bartolomeis (Presidente dell’Associazione Provinciale Accademia Kronos) e Orfeo Mazzella (Presidente del Comitato Gente del Sarno).

Tra le proposte emerse vi è innanzitutto quella avanzata dal Gen. Costa di inserire già nella prossima legge di stabilità il SIN (Sito di Interesse Nazionale) del Fiume Sarno, che oggi è un ex SIN, per ottenere maggiori risorse per effettuare le bonifiche e per agevolarne il sistema di attuazione attraverso un coordinamento nazionale curato dal Ministero per la transizione ecologica sotto il quale si pongono i soggetti attuatori come Regione Campania e Comuni.  

“Una proposta concreta e importante – commenta La Mura – che punta a sfruttare al meglio non solo le risorse già presenti per la realizzazione delle bonifiche, ma anche per velocizzare gli iter con il controllo ministeriale”.  

Ulteriore esigenza evidenziata durante l’incontro è quella esposta da Orfeo Mazzella per realizzare un Osservatorio per il Fiume Sarno e un Contratto di Fiume, di cui è giá stato avviato l’iter di approvazione da parte degli 11 Comuni del parco come ha spiegato il dott. Crescenzo, affinché non solo vi sia un monitoraggio costante di quanto messo in atto, ma anche per fare in modo che tutti i progetti siano condivisi con cittadini, associazioni ed altri stakeholder e soprattutto che sia ascoltata la loro voce attraverso un tavolo istituzionale permanente.  

Di rilievo, ancora, i progetti di educazione ambientale, proposti dal dott. De Bartolomeis e dal Tenente di Vascello Luca Reale, da tenere nelle scuole e non solo affinché non vi sia solo repressione ma anche prevenzione degli illeciti attraverso la consapevolezza e la sensibilizzazione della cittadinanza, a partire dalle fasce più giovani e più problematiche della popolazione.

Infine, l’avvocato D’Angelo ha descritto le attività del Consorzio di Bonifica, che includono anche il contrasto alle fonti di inquinamento, e ha illustrato un nuovo progetto relativo ad un impianto che cercherà di ottimizzare il piano di irrigazione del comprensorio in modo da evitare sprechi di risorse idriche. Nella provincia di Salerno sono infatti presenti oltre 200 pozzi illegali e molto spesso contaminati che costituiscono un serio problema per l’irrigazione dei campi.

“Il percorso intrapreso a ottobre 2019 – spiega La Mura – con l’accordo fortemente voluto da Sergio Costa tra Autorità di Bacino distrettuale dell’appennino Meridionale e Carabinieri del NOE ha consentito lo svolgimento di controlli lungo il corso d’acqua fornendo un valido censimento da cui partire per verificare le fonti dell’inquinamento e le criticità”.  

Come illustrato nel corso dell’evento dall’Autorità di Bacino, sono state individuate, quali pressioni di natura antropica sul sistema naturale, circa 600 immissioni e investigati circa 37 Km di corsi d’acqua e canali secondari e raccolti 2700 campioni di acqua per l’effettuazione di 50 analisi di tipo chimico-fisico-biologico-microbiologico, e censito scarichi abusivi, presenza di rifiuti grossolani e mancanza di manutenzione dei canali e del fiume, compresi i torrenti Solofrana e Cavaiola. Inoltre, dalle analisi effettuate attraverso i prelievi delle acque è emerso un alto carico inquinante riconducibile a reflui domestici, una variazione sostanziale nella concentrazione di cromo totale in corrispondenza della stazione a valle dello scarico dell’impianto di Mercato San Severino che riceve i reflui trattati dell’impianto consortile di Solofra dove i reflui industriali vengono ridotti a reflui civili e, infine, una contaminazione da Clostridium perfringens, che segnala il possibile rischio di tossi-infezioni alimentari nella popolazione che consuma prodotti irrigati con acque infette, in quasi tutte le stazioni di campionamento.

“Ritengo importante dare valore ad un territorio meraviglioso troppo a lungo calpestato da criminali e malgoverno – spiega La Mura -. Ho proposto quindi di istituire un’area protetta che comprenda la foce del Sarno e la spiaggia contigua dove sono ancora visibili tracce della duna sabbiosa e della vegetazione di spiaggia, per costruire un corridoio ecologico che colleghi il parco fluviale del Sarno con il Banco di Santacroce esempio di elevata biodiversità nonostante l’inquinamento presente”.

“Ringrazio – conclude La Mura – tutti gli invitati perché è emerso un quadro chiaro non solo dello stato attuale del corso d’acqua, ma soprattutto di ciò che si può fare per il Sarno. Un percorso che seguo da oltre un decennio insieme ai cittadini e ai comitati civici. Con le colleghe Angrisani e Di Lauro, porteremo in Parlamento e al Governo la voce della comunità del Sarno per catalizzare interesse, progettualità e risorse economiche con l’obiettivo di ripristinare la legalità in un territorio martoriato”.

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