TARANTO, LICENZIATA AL 3° MESE DI GRAVIDANZA: IL GIUDICE DISPONE IL REINTEGRO A LAVORO

“C’e’ la gioia per il reintegro ma anche l’amarezza che si debba ancora una volta passare dai tribunali per vedere affermato in certi ambienti di lavoro, i diritti di lavoratrici e donne anche se in gravidanza”.

Lo dichiara Tiziana Ronsisvalle, segretaria della Fp Cgil di Taranto, dopo la sentenza con cui la sezione Lavoro del tribunale di Taranto ha accolto il ricorso presentato da Ilaria esclusa da un cambio d’appalto quando era al terzo mese di gravidanza.

La donna ha lavorato per la cooperativa “Panacea” che a Manduria (Taranto) si occupa di assistenza integrata domiciliare a persone non autosufficienti. Ilaria nel gennaio dello scorso anno proprio mentre si discuteva di un contratto ponte che avrebbe assicurato la continuita’ del servizio per gli assistiti e il prosieguo delle attivita’ lavorative per i dipendenti della cooperativa, riceveva una lettera di licenziamento nonostante “la sua condizione di donna in attesa avrebbe dovuto metterla al riparo da queste brutte sorprese”, precisa il sindacato.

Il giudice Lorenzo De Napoli ha richiamato nella sentenza non solo le norme sulla clausola sociale previste per il settore, ma anche i fondamentali del diritto del lavoro che dispongono il divieto di licenziamento per le donne in gravidanza.

“Ilaria tornera’ a lavoro dopo aver subito una ingiustizia nel periodo forse piu’ delicato della vita di una donna – continua Ronsisvalle – ma la storia di questa giovane lavoratrice dice anche quanta strada ci sia ancora da fare per affermare l’ovvio, il sacrosanto, il giusto, specie in settori come quelli del terzo settore che ancora si basano su contratti precari, lavoro saltuario e diritti negati, e in cui le stazioni appaltanti non possono piu’ girare lo sguardo dall’altra parte”.

Ilaria tornera’ a lavoro e a contatto con i suoi assisti a partire dalla prossima settimana e “potra’ raccontare alla sua piccola Alice, nata nel giugno del 2020, che nessuna donna puo’ esser trattata cosi'”, conclude la sindacalista.

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