LA BARBARIE DI TORRE ANNUNZIATA, LA BOMBA AI COLLI AMINEI: NAPOLI FACCIA I CONTI CON LA VIOLENZA CRIMINALE

Arrestati gli assassini di Maurizio Cerrato: ucciso da una spedizione punitiva per un posto auto

Giuseppe Manzo – Repetita iuvant. O forse no. Su questo giornale lo avevamo annunciato qualche settimana fa. Napoli è sotto scacco di una violenza criminale che sarebbe riduttivo accomunare in toto alla camorra “tradizionale”. Il caso di Torre Annunziata dove la morte brutale di un onesto lavoratore come il 61enne Maurizio Cerrato esce da ogni codice e rimanda a un esercizio di violenza costante in tutta l’area metropolitana. Questo ed altri casi confermano che dopo un decennio di narrazione e retoriche Napoli non è la città dell’amore, del cuore e del sole ma una metropoli europea dove operano bande e violenza urbana indiscriminati.

I carabinieri hanno arrestato 4 persone, ritenute responsabili dell’omicidio del custode del Parco Archeologico di Pompei. La dinamica è sconcertante: un posto auto occupato con una sedia, la ritorsione alla figlia di Cerrato con la ruota squarciata, la prima aggressione e poi la spedizione punitiva in 4 contro 1 e la vile coltellata mentre gli altri 3 lo tenevano fermo.

Non solo coltelli. Napoli è attraversata dalle bombe contro i commercianti e si apre uno scenario nella zona collinare che era stata al riparo da determinati meccanismi. A Radio Crc il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani conferma che “dai filoni di indagine potrebbe legare le riorganizzazioni delle bande sulla zona collinare della città. Siamo agli albori e questa invasione va combattuta con la presa di coscienza”. E domani il quartiere prova a reagire con una catena umana con le associazioni di categoria che da tempo denunciano lo stato di imprese e commercio: “è la conferma di quanto, soprattutto in questo periodo di estrema crisi – dichiara Alessandro Limatola, segretario generale Claai Campania – la lunga mano della criminalità si è stesa, ancor più, sugli imprenditori campani che, trovandosi in situazioni di sofferenza economica vedono, in alcuni casi, il facile accesso al credito fornito dalla criminalità, come la soluzione più prossima”.

La vittima del raid intimidatorio è Bianca Pinelli, vicepresidente Cna Campania Nord che domani sarà in piazza come annuncia il presidente Giuseppe Oliviero: “è una piccola imprenditrice che si spende per gli operatori economici della sua città e che non sarà sola nel dire no alle intimidazioni. Saremo in piazza con lei, per mostrare alla camorra che Bianca, come tutti gli imprenditori napoletani, non è sola a dire di no. Dobbiamo farlo restando uniti, perché in questo momento storico, la pandemia porta tante piccole imprese a vivere pesanti crisi e i soldi della criminalità organizzata sono lì, pronti a essere riciclati e a segnare l’ingresso di tante attività economiche nel tessuto camorristico”. 

Ieri sera, intanto, un agguato a Miano nell’eterno faida dei “Capitoni” è caduto sotto i proiettili il 60enne Salvatore Milano. Organico al clan Lo Russo, per anni egemone nel quartiere, dopo aver scontato la detenzione in carcere aveva ripreso a frequentare ambienti della “Miano vecchia” avversi a quelli di “abbasc Miano”.

È un lungo elenco di fatti: il 18 aprile una donna viene ferita durante una sparatoria a Barra da un proiettile “vagante”; il 6 aprile due minorenni vengono gambizzati al Rione Sanità appartenenti a famiglie di camorra; il 4 aprile un gruppo di fuoco fatto da 12 uomini compie una “stesa” nel quartiere di Fuorigrotta; a marzo la minifaida a Ponticelli.

No, non è una questione di “quantità” anche perché i dati danno in diminuzione i reati (almeno quelli denunciati). Il problema è il grado della violenza se a questo elenco aggiungiamo rapine finite col morto (quella tra Villaricca e Marano), i riders che soli nel coprifuoco ricevono coltellate e aggressioni. La crisi post Covid consegna una città che alla questione sociale aggiunge un grande deficit etico e civile.

Per il senatore Sandro Ruotolo a Torre Annunziata come in tutta la provincia “bisogna abbattere il muro dell’omertà” e “liberarsi dalla paura”. E, probabilmente, bisogna considerare a chi è veramente in mano il governo dei territori e quanto violento sopruso esploda nelle comunità già sofferenti con la pandemia.

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