TRA NAPOLI E PALERMO CONTRABBANDO DI “BIONDE”: DIECI ARRESTI DELLA GDF

Le “bionde” girano tra Napoli e Palermo: dieci arresti e cinque obblighi di firma per contrabbando di sigarette tra il Vesuvio e la Sicilia.

L’indagine, che ha portato anche a un sequestro di beni per un milione e mezzo di euro, e’ stata portata avanti dalla guardia di finanza, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano. Sette dei dieci arrestati sono finiti ai domiciliari, tre in carcere.

Gli indagati nell’inchiesta, denominata ‘Duty Free’, sono complessivamente 28, di cui 19 risultano percettori del Reddito di cittadinanza. Tra le accuse anche quella di traffico di stupefacenti: in una occasione, infatti, e’ stato sequestrato anche un chilo di hashish.

Secondo la guardia di finanza in sette mesi, da novembre 2019 a maggio 2020, nonostante le limitazioni imposte agli spostamenti dall’emergenza Covid, sarebbero state trasportate da Napoli a Palermo oltre cinque tonnellate di sigarette. Il prezzo di acquisto nella piazza napoletana sarebbe stato di 22 euro a stecca, meno della metà rispetto alle sigarette vendute legalmente, mentre a Palermo la rivendita all’ingrosso avveniva a 27 euro e al dettaglio a 35 euro.

Il volume d’affari complessivo e’ stato di 2,4 milioni di euro. Sotto sequestro sono finiti disponibilità finanziarie, un fabbricato, due magazzini, un appartamento, tre auto e tre moto.
In carcere i palermitani B.G. e C.P., di 33 e 55 anni, considerati “capi e promotori” della banda, oltre che il napoletano A.C., di 48 anni, che avrebbe avuto il compito di procacciare i tabacchi lavorati esteri nel capoluogo campano e spedirli a Palermo.

I tabacchi viaggiavano dalla Campania alla Sicilia su auto prese a noleggio e, una volta giunti a Palermo a bordo della nave di linea, venivano stipati in un immobile della zona di corso dei Mille. In un secondo tempo, con lo scoppio della pandemia, le sigarette venivano inviate a Palermo attraverso una ditta di spedizioni, ignara di tutto: mittenti e destinatari erano inventati. La banda comunicava i numeri di spedizione a un suo uomo di fiducia, che svolgeva le mansioni di autista per conto della ditta di spedizione e che ritirava i pacchi direttamente presso il magazzino di stoccaggio: l’uomo, D.G.G., di 34 anni, è finito ai domiciliari.

Questi gli altri sei indagati agli arresti domiciliari: i palermitani F.G. di 39 anni, G.G. di 36, e G.A. di 51; i napoletani A.A., di 25 anni, B.M. di 46 e C.G. di 61. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 700 chili di tabacchi lavorati esteri e arrestate altre tre persone in flagranza di reato.

Le sigarette, una volta giunte a Palermo, venivano vendute prevalentemente nelle zone Oreto-Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio e Zen.

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