DEPOSITO GNL A NAPOLI EST, CONSULTA SALUTE: “QUADRO EPIDEMIOLOGICO GRAVE”. PRC CONTRO IL SINDACO

Deposito Gas naturale liquido a Napoli Est: Consulta popolare salute e Rifondazione chiamano in causa Luigi de Magistris.

L’organismo che vede Medicina Democratica tra le associazioni principali si rivolge al sindaco e chiede tre cose fondamentali: l’area è già oberata da depositi di inquinanti industrial di vecchie attività produttive. Sono ancora evidenti gli esiti di un pregresso disastro industriale prodotto proprio dall’esplosione del deposito di carburante AGIP  la mattina del 21 dicembre 1985 ubicato presso il porto industriale, in via Brecce a Sant’Erasmo nel quartiere Vigliena, in zona San Giovanni a Teduccio. Il Rapporto di Mortalità Standardizzata (SMR), nell’ambito del Referto Epidemiologico napoletano, del quartiere San Giovanni a Teduccio ed in genere della periferia orientale, risulta tra i peggiori della città, in relazione evidente, tra le altre cose, con l’esposizione pluridecennale a veleni industriali mai rimossi dall’ambiente”. 

In base a questa considerazione la Consulta ritiene sia “necessario produrre un parere contrario” e “dei rilievi specifici oppositivi alla concessione della VIA” e spingere “per l’avvio si bonifiche”.

“Chiediamo al primo cittadino ed all’assessore alla Sanità del Comune di percorrere la stessa strada in base  alla possibilità di enti ed associazioni o singoli cittadini di inviare al ministero la propria opinione e relative motivazioni come previsto dalla legge entro termini stabiliti.  Ricordiamo che il termine ultimo per presentare le Osservazioni  scade il 14 Giugno 2021, come da avviso del Ministero dell’Ambiente, per la qual cosa ne sollecitiamo la produzione  ed invio da parte del Comune di Napoli”, ha concluso la Consulta.

Anche Rifondazione Comunista, contraria al progetto del Deposito Gnl, si rivolge al primo cittadino e con toni ben più aspri. “La cosa che più di tutte rattrista – osservano la Consigliera comunale e metropolitana Elena Coccia e il segretario provinciale del PRC Rosario Marra –  è il silenzio assordante del Comune di Napoli e della Città Metropolitana – quest’ultima presente nel Comitato di gestione dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale – non una parola di biasimo di una scelta che infligge a più di 100 mila abitanti, oltre ad un consistente numero di chilometri quadrati, una condanna definitiva alla coesistenza con attività inquinanti, pericolose ed invasive.

Non una parola sul processo di bonifica che non avanza, di degrado che sottrae a quella collettività strutture, beni e servizi. Si tace sulle infrastrutture necessarie, si glissa sui petrolieri e non si coinvolgono le forze sociali, pur presenti, per condividere processi di partecipazione in grado di ‘rianimare’ un civismo dormiente e scocciato di essere ignorato”.

Rifondazione Comunista chiede al Sindaco Luigi de Magistris, nella doppia veste napoletana e metropolitana, “di aprire un dibattito in città sulla sicurezza territoriale ed ambientale dei quartieri di San Giovanni, Barra, Ponticelli e Poggioreale”.

“I comunisti non consentiranno di derubricare questa discussione prima della fine di questa esperienza amministrativa, appoggiano e appoggeranno le iniziative di lotta dei cittadini e dei Comitati della zona orientale contro la costruzione dell’impianto”, hanno concluso Coccia e Marra.

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